Stella (Confprofessioni): «Bene rinvio scadenze per professionisti con Covid-19, ora garantire le tutele per tutte le malattie gravi» | Confprofessioni
10/05/2021
Stella (Confprofessioni): «Bene rinvio scadenze per professionisti con Covid-19, ora garantire le tutele per tutte le malattie gravi»

Il presidente di Confprofessioni: «Basta disparità. Garantire anche ai lavoratori autonomi il diritto alla salute»

«La salute è diritto universale, riconosciuto dalla Costituzione, che finalmente si applica anche ai liberi professionisti. L’emendamento al decreto sostegni che dà il via libera alla sospensione della decorrenza dei termini relativi ad adempimenti in capo al libero professionista che contrae il Covid-19, è un atto dovuto della politica verso una categoria di lavoratori, i liberi professionisti, che non si sono mai sottratti ai loro impegni durante la pandemia».

 

 

Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, saluta con soddisfazione l’emendamento approvato nei giorni scorsi dalle commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato, che accoglie le istanze della Confederazione che ha sempre sostenuto il diritto dei professionisti “ad ammalarsi”, senza il timore di incappare in sanzioni e inadempienze; ma anche il diritto alla salute economica di imprese e cittadini.

 

 

«La sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio rappresenta infatti una forma di garanzia per il cliente nei confronti del fisco e della pubblica amministrazione» aggiunge Stella. «È  il primo passo di un principio che non può limitarsi solo al Covid – 19, ma dev’essere garantito in tutti i casi in cui i professionisti siano colpiti da malattie gravi».

 

 

«La politica ha dato prova di sensibilità, ma l’obiettivo è quello di arrivare all’universalità delle tutele» conclude Stella. «Non è più tollerabile che al professonista sia negato ciò che ad altre categorie di lavoratori, pubblici e privati, viene giustamente riconosciuto. Il diritto alla salute va garantito a tutti, a prescindere dalle modalità con cui svolgono l’attività lavorativa».