Aiuti di Stato: dall'Italia 800m per i contratti di sviluppo | Confprofessioni
09/06/2021
Aiuti di Stato: dall'Italia 800m per i contratti di sviluppo

La Commissione ha approvato una nuova tranche di aiuti alle imprese italiane colpite dalla pandemia

L’Italia sta lavorando per rendere operativo un regime 800 milioni di euro di aiuti di Stato destinato alle imprese che si occupano dei cosiddetti “contratti di sviluppo” che includono progetti di natura prioritaria e strategica volti alla ricerca e/o produzione di determinati prodotti essenziali per rispondere all’emergenza creata dalla pandemia. I contratti di sviluppo saranno aperti alle imprese di tutte le dimensioni e attive in qualsiasi settore (esclusi quello finanziario, agricolo, edile, assicurativo e immobiliare). Sarà Invitalia, l’agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, a gestirne il finanziamento e l’attuazione.

 

 

Gli aiuti di Stato includeranno:

  • Sovvenzioni dirette e prestiti fino a un massimo di 1,8 milioni di euro per impresa;
  • Sovvenzioni dirette a favore di progetti di ricerca e sviluppo connessi al coronavirus, volte a coprire fino all’80% dei costi;
  • Sovvenzioni dirette e anticipi rimborsabili per le infrastrutture che contribuiscono allo sviluppo di prodotti connessi al coronavirus, volte a coprire fino al 75% dei costi;
  • Sovvenzioni dirette e anticipi rimborsabili per la produzione di prodotti connessi al coronavirus, volte a coprire fino all’80% dei costi.

 

 

Il piano di investimenti dell’Italia rientra nel quadro temporaneo introdotto dalla Commissione. Esso consente agli Stati membri di offrire alle imprese in difficoltà aiuti di Stato secondo regole più flessibili, introdotte per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus. I governi possono introdurre misure di sovvenzioni dirette alle imprese, prestiti pubblici agevolati, sconti sul pagamento delle imposte, ma anche integrazioni salariali per i dipendenti e altre misure per sostenere la produzione. Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2021 e in caso di necessità potrà venire prorogato.

 

 

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