CONFPROFESSIONI: CRESCE L’ITALIA DEI PROFESSIONISTI

 

Presentato a Roma il Rapporto 2018 sulle libere professioni in Italia. Cresce il numero degli iscritti agli ordini e alle casse: 1,4 milioni di professionisti che rappresentano il 6% della forza lavoro in Italia, dove si concentra il maggior numero di professionisti d’Europa. Tra le categorie emerge un deciso ricambio generazionale, trainato dalle donne. I redditi medi si attestano a 52 mila euro annui

 

Roma, 6 novembre 2018. Crescono al ritmo del 21%, coprono il 26% del mercato del lavoro indipendente e occupano circa 900 mila dipendenti, anche se negli ultimi due anni il loro fatturato complessivo ha subito un leggero calo che si riflette in una lieve contrazione del loro contributo sul Pil nazionale. Anche nel 2017 l'Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di liberi professionisti. Con oltre 1,4 milioni di unità nel nostro Paese si concentra, infatti, il 19% dei professionisti censiti nei 28 Paesi dell’Unione. Il primato italiano in Europa è confermato anche dal rapporto tra numero di liberi professionisti e popolazione.  Se infatti a livello europeo si contano mediamente 11 liberi professionisti ogni 1.000 abitanti, in Italia ci sono 17 liberi professionisti per mille abitanti.

 

È questa la fotografia più aggiornata del settore dei liberi professionisti in Italia, scattata nel Rapporto 2018 sulle libere professioni, curato dall'Osservatorio sulle libere professioni, coordinato dal professor Paolo Feltrin, e presentata oggi a Roma in apertura del Congresso nazionale di Confprofessioni.

 

«Negli ultimi dieci anni i liberi professionisti sono l’unica componente del mercato del lavoro che ha retto gli urti della crisi economica, in netta controtendenza rispetto agli altri segmenti occupazionali del mercato del lavoro indipendente», commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Una tendenza che si rispecchia anche in altri indicatori economici che mostrano incoraggianti segnali di ripresa. Il Rapporto 2018 sulle libere professioni segna infatti un aumento del numero degli iscritti agli ordini e alle casse professionali; i professionisti si attestano intorno a 1.400.000 unità e tra questi cresce la componente dei datori di lavoro».

 

I settori trainanti. Le libere professioni abbracciano una realtà estremamente articolata. Dalle discipline artistiche alla consulenza aziendale, dalle scienze umane alle professioni tecniche, dai servizi alla persona alle funzioni di supporto amministrativo, i professionisti italiani rappresentano l’architrave del mercato dei servizi che si rivolge ai cittadini privati come alle imprese, al settore primario come alla P.A. Entrando nel dettaglio, i professionisti dell’area medica, legale e amministrativa rappresentano lo zoccolo duro della libera professione in Italia: messe insieme costituiscono quasi 1/3 dell’universo professionale. Secondo il Rapporto 2018 di Confprofessioni il numero degli avvocati sfiora le 200 mila unità, i medici sono circa 139 mila, mentre i consulenti aziendali si attestano a 119 mila. A ruota seguono architetti (95 mila), ingegneri (73 mila) e psicologi (55 mila). Agronomi e notai chiudono la classifica rispettivamente con 6 mila e 4 mila professionisti.

 

Professione sempre più rosa. È un’immagine dinamica quella del libero professionista che esce dal Rapporto 2018 di Confprofessioni. Negli ultimi anni, infatti, l’universo professionale italiano sta cambiando pelle e se il mondo delle professioni è tutt’ora dominato dagli uomini, la componente femminile sta rapidamente conquistando terreno. Negli ultimi otto anni sono infatti le donne a trainare la crescita delle libere professioni, con una variazione positiva che si attesta a 176 mila unità, mentre i maschi si fermano a quota 80 mila. Scendendo nel dettaglio, sono le psicologhe e le biologhe a trainare la professione al femminile, da registrare inoltre come nella professione veterinaria le donne abbiano scavalcano gli uomini. Saldamente in mano a questi ultimi, invece, la professione di geologo, geometra e ingegnere. «Stiamo assistendo a un profondo ricambio generazionale, con una marcata tendenza al ribilanciamento di genere» commenta Paolo Feltrin, curatore del Rapporto. «Il peso delle generazioni più giovani e, al loro interno, delle donne, cresce sempre di più. Tra il 2009 e il 2017 gli over 45 che escono dal mercato del lavoro libero professionale sono per quasi l’80% uomini, mentre nello stesso il contributo delle donne alla crescita dei liberi professionisti (+255 mila unità) è del 67%».

 

Redditi su, ma non per tutti. Se il fatturato complessivo dei liberi professionisti è cresciuto negli ultimi sei anni, anche i redditi medi delle professioni ordinistiche confermano una dinamica positiva. Ma sono dati da prendere con le molle avverte il Rapporto 2018 Confprofessioni, perché ogni fonte utilizza criteri di classificazione differenti. Secondo i dati Mef, il volume di affari dei professionisti è passato dai 188 miliardi del 2011 ai 207 miliardi del 2016, segnando una leggera contrazione tra il 2015 e il 2016 che ha limato al 12,4% (da 12,8%) il contributo dei professionisti al Pil. Altro criterio è quello utilizzato dal Sose (riferito ai soggetti interessati dagli studi di settore) che al 2016 fissa il reddito medio dei professionisti sui 52 mila euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Permane, comunque, un profondo divario tra le diverse professioni: si passa dai 22 mila euro annui degli studi di psicologia ai 285 mila delle attività notarili. Nella parte alta della classifica si collocano anche farmacisti (121 mila euro annui) e studi medici (66 mila euro), mentre nelle retrovie, insieme agli psicologi, si trovano veterinari, geometri e architetti. Anche i dati di lungo periodo indicano una chiave di lettura in chiaro scuro. Tra il 2006 e il 2016 sono calati drasticamente i redditi medi di notai e farmacisti, rispettivamente -40% e -10%. In flessione anche i redditi di architetti (-16%), ingegneri (-12%) e geometri (-5%), penalizzati dalla crisi dell’edilizia e dal blocco degli appalti pubblici. In salita, invece, i redditi di veterinari (+50%), contabili, periti e consulenti (+29%) e psicologi (+22%). Negli ultimi due anni, tuttavia, il Rapporto 2018 di Confprofessioni registra un’inversione di tendenza che ha spinto in avanti le dinamiche reddituali di quasi tutte le categorie professionali.

 

OSSERVATORIO SULLE LIBERE PROFESSIONI

Il Rapporto 2018 sulle libere professioni

Le slide del Rapporto

 

IL SALUTO DELLE ISTITUZIONI

Il messaggio del presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati

Il messaggio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Il messaggio del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio

 

LA RELAZIONE DI APERTURA DEL PRESIDENTE 

Relazione del Presidente, Gaetano Stella

 

GLI INTERVENTI INTERNAZIONALI

Relazione del presidente del Ceplis, Rudolf Kolbe

Relazione del Presidente Umpl, Eric Thiry

 

VIDEO INTEGRALE

Prima parte

Seconda parte

 

VIDEO APERTURA CONGRESSO

Professionisti, la locomotiva del Paese

 

VIDEO CONTRIBUTO PER AMATRICE

Terremoti, memoria e prevenzione

 

INTERVISTE A CURA DI CONFPROFESSIONI VENETO

Ministro Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno
Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Erika Stefani

Presidente Commissione finanze, Carla Ruocco

Presidente Cnel, Tiziano Treu

Prof. Università Trieste, Paolo Feltrin

Prof. Università Modena e Reggio Emilia, Michele Tiraboschi

Presindente Anpal, Maurizio Del Conte

Presidente Ebipro, Leonardo Pascazio

Segretario nazionale Cgil, Franco Martini

 

REPORTAGE CONGRESSO

I professionisti nella società dei servizi. Nuove tutele e opportunità

 

PHOTOGALLERY

Guarda le foto

 

COMUNICATI STAMPA

I professionisti nella società dei servizi. Nuove tutele e opportunità

Confprofessioni, cresce l'Italia dei liberi professionisti

Professionisti soddisfatti del proprio lavoro ma non del guadagno

Confprofessioni, i professionisti nell'agenda della politica

 

RASSEGNA STAMPA

RS Congresso 2018

 

VERSO UNA PIATTAFORMA DI SERVIZI PER PROFESSIONISTI

Slide Andrea Granelli - Delegato Innovazione Confprofessioni

Slide Patrizio Bof - Presidente Pat Gruppo Zucchetti

 

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