28/02/2018
Veronese: “Formazione sempre più al centro del welfare”

Secondo la vice presidente d Fondoprofessioni la formazione continua rappresenta un fattore di tenuta occupazionale, ma anche di nuovo impiego, riconversione e potenziale sviluppo. Dalla newsletter Fondoprofessioni - Febbraio 2018

“Nell’ambito delle politiche attive e dei servizi di welfare previsti dai CCNL occorre dedicare uno spazio sempre più consistente alla formazione finanziata delle lavoratrici e dei lavoratori, come fattore di tutela occupazionale e crescita individuale”. Ivana Veronese, vice presidente di Fondoprofessioni, sostiene che la formazione continua, mediante lo strumento dei Fondi interprofessionali, possa rappresentare un fattore di tenuta occupazionale, ma anche di nuovo impiego, riconversione e potenziale sviluppo.

A Veronese, quindi, abbiamo posto alcune domande, per analizzare il suo punto di vista.

 

Cosa si può fare per incrementare ulteriormente la partecipazione ad iniziative formative?

L’aspetto informativo, senza dubbio, riveste un ruolo molto importante. Le Parti sociali e le rispettive Associazioni e Categorie sindacali contribuiscono ad informare le imprese e i lavoratori rispetto alle opportunità previste dai Fondi interprofessionali, per l’accesso alla formazione continua. A questo tema, è necessario dedicare una crescente attenzione, poiché la formazione continua può rappresentare un fattore di rilancio, per imprese e lavoratori, mediante le risorse stanziate dai Fondi.

 

Ritiene sia necessaria una formazione “differente”?

In primis, la formazione continua è efficace solo se percepita come utile dai lavoratori. Inoltre, in determinati contesti e per conseguire gli obiettivi prefissati, è necessario ricorrere anche a metodologie differenti dalla “tradizionale” aula. Per esempio, Fondoprofessioni, negli Avvisi, promuove la formazione a distanza, a beneficio, in particolare, di Studi/Aziende di piccola dimensione, e il training on the job.

 

Cosa possono fare i Fondi per essere ancora più incisivi?

I Fondi devono sempre più monitorare le necessità della platea di aderenti, anche in relazione alle evoluzioni in atto, per formulare Avvisi in linea con i reali bisogni. Inoltre, in prospettiva, occorre sviluppare interventi per i lavoratori a rischio esclusione dal mercato del lavoro o per favorire l’assunzione, anche in sinergia con gli Enti bilaterali.