ANA | 11/04/2019
V Congresso Nazionale Ana: comunità, lavoro e competenza

Il prossimo 13 aprile presso 2019, presso il Parco Archeologico di Ostia Antica l’Associazione Nazionale Archeologi terrà il V Congresso Nazionale, con oltre cento delegati, eletti in decine di assemblee pre-congressuali. Di seguito il comunicato stampa

Nel 2004 centinaia di archeologhe e di archeologi provenienti da tutta Italia si ritrovarono a lavorare sui cantieri dell'Alta Velocità Roma-Napoli, scontrandosi con una condizione lavorativa troppo debole e con l'assenza di riconoscimento professionale. Si costituì così un comitato spontaneo, guidato dal fondatore Tsao Cevoli, che lanciò un appello a tutte le colleghe e ai colleghi italiani per il riconoscimento e la regolamentazione della professione di archeologo in Italia. All'appello aderirono oltre 600 archeologi e l'11 novembre 2005 si costituì a Napoli l'Associazione Nazionale Archeologi.

 

Da oltre 15 anni l'Associazione Nazionale Archeologi è impegnata nella tutela della professione e dei professionisti, e ha contribuito in maniera decisiva a raggiungere obiettivi fondamentali per il riconoscimento e la valorizzazione della professione e per migliorare la tutela del patrimoni archeologico italiano: la modifica al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (L.110/2014); la ratifica della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico de La Valletta (L. 57/2015); il mantenimento della Disciplina dell’Archeologia Preventiva all’interno del nuovo Codice degli Appalti (DLgs. 50/2016), la reintroduzione delle linee guida all’interno del Correttivo allo stesso Codice (DLgs. 56/2017), il Regolamento Lavori Pubblici inerenti i beni culturali (DM 154/2017). 

 

Dal 2015 l’Associazione è registrata presso l’elenco delle associazioni professionali del Ministero dello Sviluppo Economico (L. 4/2013). «In questi quindici anni ci siamo battuti per mettere al centro la competenza, il lavoro e il rapporto vivo con le comunità e i territori - dichiara Salvo Barrano, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi». «Oggi il nostro tariffario - aggiunge - viene comunemente adottato da centinaia di enti locali e stazioni appaltanti in tutta Italia. L’aumento dei parametri di riferimento a monte da parte delle stazioni appaltanti ha consentito un miglioramento generale dei compensi a valle».

 

Negli ultimi dieci anni abbiamo svolto un lavoro incessante di monitoraggio sui bandi, diffidando le amministrazioni meno virtuose e portando avanti una laboriosa interlocuzione con gli attori istituzionali e politici. Abbiamo agito anche sul fronte delle tutele generali, della buona occupazione, del welfare e della previdenza, spesso in sinergia ma a volte anche in contrasto con gli enti di promozione sociale, con i sindacati, promuovendo in prima linea numerose manifestazioni di rilevanza nazionale: I manifestazione nazionale delle Archeologhe e degli Archeologi Italiani (2008), Il Nostro tempo è Adesso (2010), Abbracciamo il Colosseo (2011), #500 no al MIBACT (2014), Bastagratis: Cultura è Lavoro (2014).

 

L’eco delle nostre battaglie e delle nostre rivendicazioni ha raggiunto i media nazionali (RAI, La7, Radio24, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Repubblica, il Mattino, L’Espresso, Il Venerdì di Repubblica, Terra, Radio Popolare, RadioRadicale, Archeo, Archeologia Viva, Archeonews, PatrimonioSOS, AGCult) e internazionali (CNN, New York Times, Reuters, BBC, The Guardian, El Mundo, Kathemerini, The China Post, Global Post,  Telegraph, France24 etc.), creando una forte consapevolezza sul ruolo degli archeologi nella società italiana e ponendo le premesse per migliorarne la condizione.

 

Dal 2016 ANA è stata ammessa all’interno di Confprofessioni, l'organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia, fondata nel 1966, parte sociale dal 2001, firmataria del CCNL dei dipendenti degli Studi Professionali, componente del Cnel dal 2010. Oggi Confprofessioni raggruppa un sistema produttivo composto da oltre 1 milione e mezzo di liberi professionisti.

 

 Proprio in seno a Confprofessioni in questi giorni siamo impegnati nella battaglia fondamentale per l'equo compenso e stiamo portando avanti una petizione al Governo e al Parlamento per dare attuazione immediata alla norma sull’equo compenso introdotta dalla legge di bilancio 2018 (http://www.confprofessioni.eu/news/articolo/firma-anche-tu-la-petizione). 

 

«Il V Congresso Nazionale - dichiara Barrano - stabilirà le linee d’indirizzo per i prossimi tre anni, che sono certo si riveleranno decisivi per dare concretezza ai risultati fin qui raggiunti sul piano normativo primario e secondario e che costituiscono le basi per l’esercizio dignitoso della nostra professione. Già dalle decine di assemblee pre-congressuali sono emerse alcune parole chiave e obiettivi cruciali che saranno perseguiti: #comunità, #lavoro, #competenza ma anche #equo compenso».

 

Quanto ai temi specifici l'accento sarà posto sulla modifica dell'art. 28 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio per il pieno recepimento della Convenzione internazionale per la protezione del patrimonio archeologico; sull'approvazione delle linee guida sull’archeologia preventiva; sul miglioramento del DM 154/2017 riguardante il Codice degli Appalti Pubblici. Per sottolineare l’orgoglio di aver giocato un ruolo importante nelle battaglie sociali degli ultimi anni sabato prossimo, in apertura del Congresso, sarà conferita la qualifica di socio onorario al fondatore dell’Associazione, Tsao Tsu Cevoli, oggi Direttore del Master di Archeologia Giudiziaria e Presidente dell’Osservatorio Internazionale Archeomafie, già Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi.

 

«Sarò onorato – conclude Barrano - di dare questo riconoscimento al nostro fondatore Tsao e ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno supportato l'Associazione sia come soci che come dirigenti territoriali e nazionali. Ma, al termine di due mandati, ci tengo a ringraziare in particolare modo coloro che negli ultimi sei anni, a vario titolo, hanno dato un grande contributo di qualità e di generosità all'Associazione, Giuseppina Manca di Mores e Marcella Giorgio,  Margherita Malorgio, Giovanni Svevo, Walter Grossi, Paolo Gull, Giorgia Tedeschi, Oriana Cerbone e Alessandro Garrisi».

 

Per firmare la petizione sull'equo compenso http://www.confprofessioni.eu/news/articolo/firma-anche-tu-la-petizione