Tasse, in Italia pressione fiscale al 48% | Confprofessioni
13/10/2020
Tasse, in Italia pressione fiscale al 48%

L'analisi della Fondazione Nazionale dei Commercialisti mette l'Italia ai primi posti in Europa per peso fiscale

La Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti ha pubblicato lo scorso lunedì 12 ottobre uno studio sulla pressione fiscale in Italia, dal titolo "Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo - Struttura ed evoluzione dei principali indicatori di politica fiscale". 

 
 
La ricerca rivela che, dopo 5 anni di progressivo calo, nel 2019 la pressione fiscale italiana ha ripreso a crescere, portandosi al 42,4% con un aumento di 0,7 punti rispetto all'anno precedente. Con 1,4 punti percentuali in più della media, l'Italia si posizionerebbe quindi al sesto posto nella classifica dei paesi del Vecchio Continente, ma, secondo la Fondazione, "al netto del sommerso e dell'economia illegale, pari al 12% del Pil, ovvero 215 miliardi di euro, la pressione fiscale nel Paese raggiunge il 48,2% (+5,8 punti percentuali rispetto a quella ufficiale) e nel confronto europeo l'Italia balzerebbe al 1° posto".
 
 
Capitolo a parte quello sulla pressione fiscale sul lavoro. Stando ai dati della Fondazione, "la pressione fiscale italiana si mostra sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo". Nel 2018, ultimo anno disponibile, l’Italia si posizionava al 21° posto in Europa per pressione fiscale sul consumo, e al settimo posto (in peggioramento rispetto al 2017) per pressione fiscale sul lavoro. Su questo tema l'indagine riporta un altro dato preoccupante: il nostro Paese occupa la terza posizione tra i paesi Ocse per cuneo calcolato per il contribuente single, ed è al primo posto per il cuneo calcolato per una coppia con due figli. 
 
 

"In generale, l’analisi complessiva degli indicatori di pressione fiscale italiani ed il confronto internazionale indicano quanto sia ancora particolarmente elevato il peso del prelievo fiscale in Italia sia a livello macro, con il 42,4% ufficiale e il 48,2% reale, sia a livello micro con un cuneo fiscale del 48% e un total tax rate del 59,1%" - si legge nel documento, che continua: "La riduzione della pressione fiscale, iniziata nel 2014, dopo l’ultimo pesante shock del 2012-2013, si è interrotta nel 2018 ed ha riguardato prevalentemente le imprese, mentre la pressione fiscale sulle famiglie non ha beneficiato di questa riduzione ed è, anzi, risultata in aumento".

 

Un dato ben poco rassicurante, se si considera che, secondo la Nadef 2020, "la pressione fiscale subirà un ulteriore incremento nel corso dell'anno pari a 0,1 punti per poi innalzarsi ulteriormente e drasticamente di 0,5 punti nel 2021 fino a raggiungere il 43%".

 

Scarica il documento al link: https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1498