14/06/2018
Politica di coesione, Ue: no alla riduzione dei fondi

La Presidenza Bulgara è in disaccordo con il Quadro Finanziario Pluriennale presentato, che accentuerebbe le disuguaglianze territoriali. Lanciato il movimento pubblico #CohesionAlliance

Gli scorsi 6 e 7 giugno, a Sofia, si è tenuto un incontro dei leader locali e regionali dell’Unione Europea dedicato all’analisi dei possibili scenari e impatti che il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale avrà sul futuro dell’Europa, in particolar modo le conseguenze sulle politiche di coesione e integrazione territoriale in Europa. Al centro del dibattito della due giorni, la riduzione del 10% dei fondi europei destinati alle politiche di coesione nel budget 2021-2027 dell’UE.

Secondo Nikola Dobroslavić, prefetto della contea di Dubrovnik-Neretva e relatore del CdR, parte della Commissione Politica di coesione territoriale (COTER), nonostante il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 aumenti gli stanziamenti nel settore dell’istruzione, gioventù, ricerca e migrazione, la diminuzione dei fondi dedicati alle politiche di coesione potrebbe portare ad un indebolimento degli sforzi portati avanti dalle regioni ed enti locali europei nella diminuzione delle disuguaglianze territoriali in Europa.

La presidenza bulgara dell’EU ha dichiarato di essere in disaccordo con questo nuovo piano finanziario, poiché, come dimostrato proprio dall’esperienza della Bulgaria, grazie ad una politica di coesione forte è possibile migliorare direttamente la vita di uno Stato, influenzando l’istruzione, l’innovazione delle infrastrutture e una riforma della pubblica amministrazione. Inoltre, il Comitato delle Regioni, in collaborazione con importanti associazioni territoriali europee, ha lanciato #CohesionAlliance (Alleanza per la coesione), il movimento pubblico per la promozione delle politiche di coesione come fondamento dell’Unione Europea.

 

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