22/01/2018
Plenaria: il Parlamento europeo approva la risoluzione sui servizi professionali

Il documento analizza lo Stato di attuazione della Direttiva Qualifiche, l’indicatore di restrittività, il futuro delle professioni regolamentate, l’innovazione e la digitalizzazione

Lo scorso 18 gennaio, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, è stata votata ed approvata la “Relazione sull'attuazione della direttiva 2005/36/CE per quanto riguarda la regolamentazione e la necessità di riforma dei servizi professionali”. Il documento rappresenta la risposta del Parlamento europeo alla Comunicazione della Commissione europea relativa alle raccomandazioni di riforma per la regolamentazione nei servizi professionali, adottata nel gennaio 2017, inclusa nel cosiddetto Pacchetto Servizi.

 

Oltre a fare il punto sullo stato di attuazione della Direttiva Qualifiche, la risoluzione analizza l’utilità dell’indicatore di restrittività della regolamentazione elaborato dalla Commissione europea, sostenendo che esso debba essere utilizzato come uno strumento meramente indicativo. Tratta, inoltre, del futuro delle professioni regolamentate, sottolineando l’importanza dello sviluppo delle competenze e della formazione imprenditoriale per garantire che i professionisti restino competitivi; ed esamina anche l’impatto della digitalizzazione e dell’innovazione sui servizi professionali, auspicando che le regolamentazioni siano riesaminate periodicamente per tenere contro di questi nuovi elementi.

 

A nome della Commissione europeo, il Commissario Karmenu Vella, ha auspicato la creazione di un “quadro normativo modernizzato” che non limiti la libertà professionale con pressioni indebite e con regolamentazioni obsolete, ingiustificate o sproporzionate.

 

Il relatore, l’on. Nicola Danti, ha sottolineato il ruolo cruciale svolto dai professionisti nell'economia dell'UE, sostenendo l’importanza della qualità dei servizi professionali per preservare il modello socio-economico europeo. Secondo l’eurodeputato, è fondamentale che le regolamentazioni nazionali rispettino i principi di proporzionalità e non discriminazione per aumentare la mobilità dei servizi professionali. Tuttavia, la valutazione delle normative degli Stati membri non dovrebbe limitarsi a considerare elementi economici e quantitativi, ma includere nell’analisi la qualità dei servizi erogati, la tutela dei consumatori e, più in generale, gli obiettivi di interesse pubblico. Inoltre, il relatore ha ribadito la necessità di prevedere   politiche attive a sostegno delle professioni, soprattutto in relazione alle sfide poste dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione.