16/10/2019
Pillole fiscali per la professione - settembre 2019

di Lelio Cacciapaglia e Maurizio Tozzi

Per la professione

 

Fattura elettronica – più prestazioni di servizi effettuate in un mese – data da indicare nel documento

Agenzia delle entrate, risposta n. 389 del 24/9/19

Nel caso di una fattura che documenta più prestazioni di servizi rese in forma periodica nel mese, il momento impositivo coincide con l’emissione della fattura stessa, ed è questa la data da indicare nel relativo campo del file.

La relativa imposta confluisce nel calcolo della liquidazione di tale mese. Se la fattura viene emessa in una data diversa rileva sempre, ai fini dell’esigibilità, la data indicata nel documento.      

Resta fermo che in caso di incasso la fattura deve essere emessa entro 12 giorni.

 

Regime forfettario - professione e dipendente

Agenzia delle entrate, risposta n. 382 del 16/9/19

Il professionista che consegue redditi per l’attività professionale (dentista) e di lavoratore dipendente nei confronti di uno medesimo datore di lavoro può fruire del regime forfetario, allorquando il duplice rapporto lavorativo persisteva senza alcuna trasformazione per l’intero periodo di sorveglianza.            

 

STP – possibile la costituzione e l’iscrizione di STP unipersonali

Ordine commercialisti di Torino, Linee guida STP

Costituisce ad oggi questione controversa la possibilità di costituire società tra professionisti (STP) nella forma di S.r.l. o S.p.A. unipersonali. Sul tema si è pronunciato l’Ordine dei dottori commercialisti di Torino che in un documento ha affermato che sono ammesse all’iscrizione all’albo (dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino) S.r.l. o S.p.A. uni-personali.

 

Indici sintetici di affidabilità fiscale – periodo di imposta 2018 – compensazione crediti

Agenzia delle entrate, circolare n. 20 del 9/9/19

Nei confronti dei professionisti a cui, in relazione ai diversi livelli di affidabilità fiscale conseguenti all'applicazione degli indici, è riconosciuto il benefici dell'esonero dall'apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti

  • per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all'Iva, e;
  • per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all'Irap (co. 11, lettera a) dell’art.  9-bis, del Dl n. 50/2017);

i crediti relativi alle imposte dirette e Irap fino a 20.000 euro scaturenti dalle rispettive dichiarazioni, possono essere utilizzati in compensazione, già a partire dal giorno successivo a quello della chiusura del periodo di imposta nel quale sono maturati, senza necessità della preventiva presentazione del modello Isa.

 

Irap – professionista che eroga compensi a terzi

Cassazione del 09/09/2019 n. 22473

I compensi erogati dal professionista a terzi costituiscono presupposto per l’assoggettamento ad IRAP solo se i relativi esborsi siano serviti per compensare attività strettamente connesse a quella oggetto della professione svolta dal professionista, e comunque tale da potenziarne ed accrescerne l'attività produttiva. Invece, il valore assoluto dei compensi e dei costi, e il loro reciproco rapporto percentuale, non costituiscono elementi utili per desumere il presupposto impositivo dell'autonoma organizzazione del professionista, posto che, da un lato, i compensi elevati possono essere sintomo del mero valore ponderale specifico dell'attività esercitata, e, dall'altro, le spese consistenti possono derivare da costi strettamente afferenti all'aspetto personale, rappresentando, così, un mero elemento passivo dell'attività professionale, non funzionale allo sviluppo della produttività e non correlato all'implementazione dell'aspetto "organizzativo".

 

Compensazione dei debiti in dichiarazione - il professionista deve controllare i crediti utilizzati per effettuarla

Cassazione n. 39333 del 25/9/19

Il caso di indebita compensazione, in dichiarazione, con crediti poi rivelatisi inesistenti, su cui il contribuente non aveva fatto alcun tipo di controllo, esclude la buona fede ed è indizio della consapevolezza della messa in atto di frodi fiscali.

 

Irap - istanza di rimborso - decorrenza del termine di prescrizione di 10 anni dalla formazione del silenzio rifiuto

Cassazione n. 23528 del 20/9/19

Alla domanda di rimborso o restituzione del credito Irap maturato dal professionista si applica l'art. 21, co. 2, D.lgs. n. 546/1992 che prevede il termine di 2 anni di decadenza per la presentazione dell'istanza. Ciò non esclude, tuttavia, una volta maturato il silenzio-rifiuto, la decorrenza del termine di 10 anni di prescrizione ex art. 2946 c.c.  Ne consegue che il decorso della prescrizione - che comincia solo se e quando il diritto può essere fatto valere - è sospeso durante il tempo di formazione del silenzio-rifiuto a norma dell'art. 21, d.lgs. n. 546/1992, laddove la richiesta di un rimborso s'intende respinta, a tutti gli effetti di legge, quando siano trascorsi 90 giorni dalla data della sua presentazione, senza che l'ufficio si sia pronunciato.