Perché Immuni ha fallito

Diciannovesimo contributo della rubrica Spazio Psicologico a cura di PLP di Antonio Zuliani Psicologo psicoterapeuta Membro del CEN di PLP   Nella logica di apprendere dagli errori che si commettono, diviene importante cercare di capire perché Immuni ha fallito. Non dal punto di vista tecnico; Immuni è universalmente riconosciuta come una delle migliori applicazioni oggi
Diciannovesimo contributo della rubrica Spazio Psicologico a cura di PLP

di Antonio Zuliani

Psicologo psicoterapeuta

Membro del CEN di PLP

 

Nella logica di apprendere dagli errori che si commettono, diviene importante cercare di capire perché Immuni ha fallito. Non dal punto di vista tecnico; Immuni è universalmente riconosciuta come una delle migliori applicazioni oggi disponibili per il monitoraggio dei contagi da Sars-CoV-2.

Immuni ha fallito perché è stato scaricato, non sappiamo poi da quanti effettivamente utilizzato, da un numero di persone molto inferiore al minimo necessario per renderlo efficace. Gli ultimi dati parlano di 9,9 milioni per applicazioni scaricate in Italia.

Perché questo è accaduto? Le ragioni sono principalmente due.

 

 

La prima è da ascrivere a come è stato presentato e alle discussioni pubbliche che ci sono state quando si stava per proporlo. Una discussione incentrata sul pericolo derivato dalla violazione della privacy, problema che poi si è rivelato inconsistente.

Ciò ha determinato quello che in psicologia chiamiamo effetto priming: ovvero uno stimolo o un pensiero che influenza tutti gli stimoli successivi sullo stesso argomento.

Aver incentrato la discussione iniziale su un tema legato al pericolo ha così determinato il modo in cui tutti si sono accostati ad Immuni: con una profonda diffidenza, come giustamente accade di fronte a qualsiasi cosa ascrivibile al registro “pericolo”.

La cosa sarebbe stata del tutto diversa se si fosse incentrata la discussione sul valore prosociale di Immuni. Questo avrebbe fornito una motivazione di utilità sociale, solo tardivamente messa in campo, che avrebbe tenuto sotto controllo le paure connesse alle novità determinate da Immuni.

 

 

Un secondo motivo del perché Immuni ha fallito è legato al fatto che non è stato chiarito, con un linguaggio accessibile a tutti, il suo meccanismo di funzionamento. In particolare cosa sarebbe accaduto nel caso della rilevazione del possibile contatto con una persona contagiata. Quando le persone non sono poste nella condizione di comprendere un messaggio, o di dover compiere un’eccessiva fatica per farlo, la risposta è il rifiuto. Un rifiuto che il nostro stesso cervello ci suggerisce perché non ama essere messo in difficoltà.

Comprendere perché Immuni ha fallito è un valido strumento per non ripetere errori di questo tipo anche in futuro.

Gli studi psicologici in materia di comunicazione efficace ci sono: impariamo a utilizzarli.