06/09/2017
Pacchetto servizi, la posizione del Ceplis

Il primo vicepresidente Stella al breakfast meeting del Parlamento europeo

Il 5 settembre il Presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha partecipato ad una riunione organizzata presso il Parlamento europeo per discutere le principali tematiche relative al Pacchetto Servizi, proposto dalla Commissione europea. Tra i partecipanti diversi europarlamentari, funzionari e stakeholder. L’evento è stato aperto da un’introduzione dell’ on. Othmar Karas, Presidente dell’Intergruppo sulle PMI, che ha sottolineato l’attualità e l’importanza degli argomenti trattati. Dopo la presentazione della relazione sulla proposta di direttiva sul test di proporzionalità dell’on. Schwab e l’intervento di Martin Frohn, capo dell’unità “Qualifiche professionali e competenze” della Commissione europea, Gaetano Stella, in quanto Primo Vice-Presidente del Consiglio europeo delle Libere Professioni (Ceplis), ha illustrato la posizione elaborata nel corso degli ultimi mesi dal gruppo di lavoro sul Pacchetto Servizi, presieduto da Confprofessioni e approvata dai membri del Ceplis a giugno in occasione dell’Assemblea Generale.

Pur condividendo l’obiettivo generale della Commissione europea di “rivitalizzare il settore dei servizi”, ridurre la burocrazia e semplificare le procedure e le formalità amministrative, Stella ha rilevato alcune potenziali criticità relative alla e-card dei Servizi, al test di proporzionalità e alla procedura di notifica. Se da un lato è positivo favorire la mobilità, dall’altro è fondamentale che gli Stati mantengano il controllo sui servizi prestati sul proprio territorio, in modo da garantirne la qualità e la sicurezza, e il potere decisionale in ordine alle regolamentazioni, in particolare in relazione al procedimento ed al meccanismo di monitoraggio sul test di proporzionalità.

Pur apprezzando gli sforzi della Commissione per individuare eventuali restrizioni ingiustificate, il Presidente ha sottolineato che “gli eventuali interventi normativi richiesti agli Stati membri e tesi a ridurre o eliminare il carattere restrittivo delle proprie regolamentazioni nei settori economici-chiave individuati dalla Commissione, dovranno comunque garantire che le prestazioni professionali mantengano standard elevati di qualità e sicurezza nell’interesse pubblico preminente”.