ANDI | 17/04/2018
No alla nuova professione sanitaria dell'odontotecnico

Dura presa di posizione di Andi contro l'ipotesi di un riconoscimento in ambito sanitario. Prada: la questione non è neppure da prendere in considerazione

«L’odontotecnico non può essere una nuova professione in ambito sanitario, se la categoria vuole intraprendere un giusto percorso universitario questo deve essere inquadrato nell’ambito ingegneristico e delle bio-tecnologie”, a dichiararlo è il presidente nazionale di Andi, Gianfranco Prada, dopo le anticipazioni di stampa in merito all'invio da parte del Cna-Sno al Ministero della Salute dell’istanza per il riconoscimento degli odontotecnici quale professione sanitaria e la discussione dell'argomento nell'ambito della riunione di insediamento del Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria, avvenuta lo scorso giovedì presso il Ministero della Salute.

«Come ho duramente sottolineato giovedì al Gruppo Tecnico dell’Odontoiatria» dice Prada, «la questione per Andi non è neppure da prendere in considerazione, in quanto non esiste alcuna necessità di creare una nuova professione sanitaria che si occupi nei nostri studi di protesi; i Laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria hanno tutte le necessarie competenze in tale ambito e quindi Andi contrasterà ogni iniziativa che preveda la nascita della figura dell’odontotecnico come professione sanitaria, figura che sottrarrebbe ulteriori spazi alla nostra professione, senza alcun beneficio per la popolazione».

Sono tante le battaglie condotte negli anni scorsi, a cominciare da quella del Past-President Andi Roberto Callioni in Consiglio Superiore di Sanità, fino alle ultime che hanno visto impegnato l’attuale Presidente Andi, la Cao Nazionale e il Collegio dei Docenti, che hanno permesso di arginare ogni iniziativa che potesse portare alla nascita del profilo dell’odontotecnico in ambito sanitario.

«Combatteremo anche in futuro con la tutta la nostra forza, le conoscenze e le capacità acquisite. Siamo consapevoli –conclude Prada- che la professione di odontotecnico debba essere attualizzata, per poter meglio realizzare i dispositivi protesici prescritti dall’Odontoiatra, con le competenze che oggi la tecnologia impone. Competenze in ambito ingegneristico e dei bio-materiali, necessari per la sicurezza dei nostri pazienti, senza però mai invadere il campo sanitario, che deve assolutamente restare riservato agli odontoiatri».