01/10/2019
NaDef 2019, su gli investimenti e giù le tasse

Via libera dal Consiglio dei ministri alla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. Deficit al 2,2% del Pil

Incremento degli investimenti pubblici, in particolare per l’innovazione, la conversione all’economia verde e per il potenziamento delle infrastrutture; azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e loro riduzione per il biennio 2021-2022; diminuzione del carico fiscale sul lavoro; aumento della produttività del sistema economico, della pubblica amministrazione e della giustizia; digitalizzazione dei pagamenti; rafforzamento delle politiche contro le disuguaglianze e la disoccupazione, a partire da quella giovanile e femminile; lotta all’evasione fiscale. Sono questi i principali interventi contenuti della NaDef 2019, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 settembre.

 

Il Documento “definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, in un quadro di politica economica ambizioso e coerente con gli obiettivi enunciati dal Governo nelle comunicazioni programmatiche rese al Parlamento - si legge in una nota di Palazzo Chigi. Gli interventi saranno prevalentemente volti ad assicurare la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche”.

 

Per quanto riguarda infatti la programmazione delle finanze pubbliche, per il 2020 la NaDef fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 2,2% del prodotto interno lordo (PIL). “Rispetto alla legislazione vigente, che determinerebbe un rapporto deficit/PIL pari all’1,4%, si configura quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 0,8 punti percentuali di PIL (circa 14,5 miliardi di euro) – prosegue la nota. Rispetto al 2019, nel quadro programmatico di finanza pubblica, l’indebitamento netto risulta invariato, mentre il rapporto tra debito e PIL diminuisce di 0,5 punti percentuali. L’indebitamento netto strutturale registra una riduzione di 0,1 punti percentuali”. Attraverso quindi il sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2020 è atteso un aumento del PIL pari allo 0,6%, oltre ad una riduzione del tasso di disoccupazione e un incremento del numero di occupati.