07/08/2019
Manovra, fisco, lavoro e politiche di coesione: le priorità

Dopo gli incontri con il Governo, il presidente Stella ribadisce al tavolo del vicepremier Salvini la linea dei professionisti italiani: la legge di bilancio 2020 dovrà indicare una strategia di crescita per il Paese

«La manovra di finanza pubblica per il 2020 dovrà essere caratterizzata da misure in grado di scuotere e rinvigorire il tessuto produttivo del Paese. Si tratta di indicare la strategia di crescita per un Paese il cui PIL è fermo a causa delle difficoltà e del peso imposti dal contesto normativo e burocratico, dal carico fiscale e dall’arretratezza delle infrastrutture in cui imprese e professionisti sono chiamati ad operare». Al tavolo convocato dal vicepremier, Matteo Salvini, con le parti sociali, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ribadisce la necessità di una manovra espansiva orientata alla crescita e al sostegno delle attività economiche del Paese.

Fisco, lavoro e politiche di coesione sono le priorità su cui occorre trovare una linea politica condivisa per arrivare a un deciso cambio di passo. In questo ambito, Stella sottolinea come «La flat tax è un veicolo importante, ma il risultato complessivo della riforma della tassazione dei redditi da lavoro deve conseguire due obiettivi: la riduzione del carico fiscale dei soggetti che producono valore e il rispetto del principio costituzionale di capacità contributiva attraverso un intervento sul cuneo fiscale e contributivo». Per raggiungere tale obiettivo è necessario non soltanto agire sulle aliquote d’imposta, ma anche bilanciare il sistema delle deduzioni e detrazioni, in modo da concentrare tali benefici sulle fasce più basse dei redditi, mentre «per favorire le aggregazioni e la crescita del comparto professionale il regime della flat tax deve essere esteso anche a professionisti che esercitano la propria attività in stp o srl».

Sul tema dei salari Confprofessioni riafferma il ruolo centrale della contrattazione collettiva. «Lo strumento contrattuale serve a regolamentare le retribuzioni in maniera differenziata a seconda delle posizioni occupate e nell’ambito di una ampia cornice di istituti e diritti contrattuali» sottolinea Stella. «Occorre evitare soluzioni normative eccessivamente rigide che non tengono conto delle differenze dimensionali, settoriali e territoriali. Ma è altrettanto necessario collegare in maniera efficace politiche passive e politiche attive del lavoro utilizzando al meglio i fondi interprofessionali e coinvolgendo tutti gli attori pubblici e privati ad iniziare dalle parti sociali».

 

Sfruttare al meglio investimenti e politiche di coesione. Secondo Confprofessioni è questa la chiave di volta per una manovra per la crescita ma anche per bilanciare il divario tra il Nord e le regioni del Mezzogiorno. «Al di là dei cronici ritardi nell’avvio della programmazione del ciclo 2014-2020» spiega Stella, «se spostiamo l’attenzione sulla capacità di investimento emerge con chiarezza che non siamo di fronte a una carenza delle risorse, manca piuttosto la capacità di programmazione e progettazione degli interventi a valere sui fondi strutturali europei. In questo ambito le professioni dell’area economica e giuridica possono fornire alle amministrazioni locali un prezioso contributo per aumentare il livello di utilizzo dei programmi attuativi, scongiurando il rischio di disimpegno automatico e raggiungere quindi i target di spesa di risorse che altrimenti verrebbero perdute».