03/05/2017
Le nuove sfide della bilateralità: parola ai protagonisti

Dalla Newsletter Fondoprofessioni (aprile 2017)

Sono state di recente rinnovate le cariche degli Enti bilaterali del settore degli Studi professionali. A fare da apripista, in ordine di tempo, è stato Fondoprofessioni, seguito da Cadiprof ed Ebipro. Una fase importante, quindi, per gli Organismi bilaterali di settore, che segna anche una nuova programmazione strategica per il futuro prossimo.

Crescente sinergia tra gli Enti bilaterali e nuove forme di tutela per il settore delle professioni, sono i due pilastri sui quali poggeranno le nuove iniziative. Per approfondire l’attività degli Enti bilaterali e le loro prospettive di sviluppo abbiamo raccolto le dichiarazioni dei Presidenti e Vicepresidenti di Cadiprof, Ebipro e Fondoprofessioni.

In materia di assistenza sanitaria integrativa, senza dubbio, sono state già avviate importanti best practice, riconosciute a livello nazionale. A tal proposito, ha dichiarato Gaetano Stella, riconfermato Presidente di Cadiprof: “Nell'ambito del welfare abbiamo maturato un'esperienza decennale che rappresenta oggi un modello di riferimento non solo per il settore delle libere professioni, ma anche per i comparti produttivi. La capacità di innovazione, insieme con il gioco di squadra che siamo riusciti a creare attraverso gli strumenti della bilateralità, ci ha permesso di offrire ai datori di lavoro professionisti una rete di tutele e di prestazioni integrative che non hanno riscontro nel panorama della contrattazione collettiva. Il risultato di questo sforzo è “Assistenza Professionisti”, una gestione autonoma e separata, attribuita operativamente all’Ente Bilaterale degli Studi Professionali, in sinergia con la Cassa di assistenza sanitaria integrativa degli studi professionali per offrire ai datori di lavoro ed ai soci dei loro studi un efficace strumento di prevenzione”.

E non è tutto, perché sono allo studio anche nuove attività, sempre in materia di assistenza sanitaria integrativa, come sottolineato da Stella: “Stiamo lavorando su più fronti che coinvolgono tutta la struttura organizzativa della Cassa. In particolare, il Comitato scientifico di Cadiprof sta elaborando due nuovi progetti che rispondono alla strategia di crescita della Cassa. Il primo riguarda l'implementazione delle prestazioni odontoiatriche, con una estensione alla odontoiatria protesica e una riduzione dei requisiti minimi per l'accesso all'ortodonzia per i figli degli iscritti; il secondo riguarda un programma di vaccinazioni in età pediatrica e adulta, sui quali attendiamo di conoscere gli orientamenti del Servizio sanitario nazionale e regionale rispetto ai nuovi Lea per integrare la nostra offerta”.

Commentando le iniziative della Cassa, ha osservato Davide Guarini, nuovo Vicepresidente di Cadiprof: “Nel panorama dei fondi di assistenza sanitaria integrativa l’esperienza di Cadiprof si pone tra quelle più avanzate, perché ha saputo interpretare le esigenze dei lavoratori del comparto degli Studi professionali, per oltre l’80% donne. Attraverso, per esempio, interventi di assistenza sanitaria e prestazioni sociali rivolte al sostegno alla genitorialità si è realizzato un welfare integrativo capace di sostenere un mercato del lavoro inclusivo”.

Con riferimento ad Ebipro, sono in crescita i servizi offerti ai professionisti e ai lavoratori. “Intendiamo rendere più snelle le procedure oggi previste dall’Ente riguardo alle misure già operative, per consentire una maggiore fruibilità delle risorse messe a disposizione del comparto – così ha dichiarato Leonardo Pascazio, neo-Presidente di Ebipro, il quale ha aggiunto - Sarà necessario individuare altre prestazioni, magari innovative, per cercare di dare risposte concrete secondo i fabbisogni del comparto, in sinergia con Cadiprof e Fondoprofessioni e secondo le linee di indirizzo delle nostre Parti Sociali”.

Parlando, invece, delle caratteristiche occupazionali del settore e dei possibili interventi dell’Ente bilaterale, ha commentato Danilo Lelli, neo-Vicepresidente di Ebipro: “Il comparto delle professioni è caratterizzato, da un lato, dalla presenza di Studi con una occupazione media molto bassa, ma con pro-pensione all’innovazione, dall’altro, da una platea di addetti/e con età media relativamente bassa ed elevata scolarizzazione. Da questo punto di vista, gli interventi di Ebipro devono indirizzare la tendenza del settore, aiutando a gestire la trasformazione in atto, sostenere l’occupazione e la crescita professionale”.

L’attività di Ebipro già prevede, tra le altre cose, una impor-tante collaborazione con Fondoprofessioni, in materia di finanziamento della formazione sulla sicurezza per le strutture che applicano il CCNL Studi Professionali.

Infatti, gli Studi che aderiscono all’intero sistema bilaterale di comparto possono beneficiare di un rimborso dei costi per la formazione sulla sicurezza, da parte dell’Ente, pari all’80%, scegliendo tra i corsi a catalogo accreditati dal Fondo. Questa percentuale scende al 60% nel caso in cui lo Studio sia aderente solamente a Cadiprof ed Ebipro, ovvero laddove non abbia effettuato l’adesione gratuita a Fondoprofessioni. A tal proposito, ha commentato Roberto Callioni, nuovo Presidente di Fondoprofessioni: “Le sinergie già attivate si sono rivelate positive, ma vogliamo andare oltre, allargando la platea degli Studi professionali che possono beneficiare della formazione continua del personale, intesa come importante pilastro del sistema di welfare di comparto e strumento di sviluppo della competitività, anche in relazione a quanto previsto dal CCNL”.

A proposito della formazione continua, inserita nel quadro di un più ampio sistema di welfare, ha aggiunto Ivana Veronese, neo-Vicepresidente di Fondoprofessioni: “Con il finanziamento di attività di aggiornamento e sviluppo delle competenze professionali si sostiene anche l’occupazione e l’occupabilità dei lavoratori. E’ necessario rafforzare, per esempio tramite crescenti sinergie tra gli Enti bilaterali, gli strumenti di politiche attive del lavoro, in maniera da intervenire tanto nei casi di criticità occupazionali, quanto nella prevenzione delle criticità stesse”.