25/10/2018
La formazione accompagna il cambiamento

Dalla newsletter di Fondoprofessioni di ottobre 2018

Formazione continua nelle micro-imprese, ultimi Avvisi di Fondoprofessioni, prospettive della formazione finanziata. Con Paolo Terranova, componente del C.d.A. del Fondo, sindacalista della Cgil e presidente Agenquadri, abbiamo affrontato alcuni importanti temi riguardanti la realtà di Fondoprofessioni, in particolare, e dei Fondi interprofessionali, in generale.

 

Un’analisi che evidenzia quanto di buono è stato fatto e delinea nuove prospettive di intervento per i Fondi, per lo sviluppo delle micro-imprese e delle professionalità dei lavoratori attraverso la formazione continua, pur senza sottovalutare le difficoltà esistenti.

 

Secondo Terranova, infatti, la formazione continua dovrà sempre più dare risposte a esigenze reali dei lavoratori, delle imprese e degli specifici settori, con un occhio di riguardo all’innovazione tecnologica, ai cambiamenti del mercato e dei processi organizzativi, contribuendo allo sviluppo di nuove competenze strategiche

Ma entriamo più nel dettaglio dei temi trattati, attraverso le parole di Terranova.

 

D. Formazione continua e mi-cro-imprese. Quali particolarità emergono in questo particolare contesto?

R. Le micro dimensioni rendono più complicata sia l’organizzazione che la partecipazione a percorsi di apprendimento. Almeno per quanto riguarda la formazione continua tradizionale. Inoltre, ci dice l’Istat, le microimprese fanno più fatica ad investire nel cambiamento e nella crescita. Su queste particolarità bisognerebbe investire, mettendo a punto strategie e strumenti specifici. Operazione non facile, a fronte di un contesto normativo e di policy che ha come riferimento principale la grande impresa e che per giunta tende ad irrigidirsi.

 

D. Cosa occorre fare per intercettare e soddisfare le esigenze formative delle realtà di più piccola dimensione e dei loro dipendenti?

R. Occorre agire su più fronti. Quello dei cambiamenti generali, che riguardano gruppi omogenei per professionalità o tipologia d’impresa: modificazioni normative, innovazioni tecnologiche, cambiamenti di mercato e il grande mondo delle soft skill, che sempre più rappresentano la chiave di volta per affrontare un mondo complesso e che cambia in tempi più rapidi rispetto al passa-to. Senza tralasciare le specificità delle singole realtà e dei territori. Una sfida ardua, che coinvolge la programmazione, gli strumenti formativi e anche la contrattazione collettiva. Una sfida che avrebbe bisogno di innova-zione e flessibilità, non sempre favorita dal contesto.

 

D. Nel biennio 2017-2018 il Fon-do ha realizzato dodici scadenze di presentazione dei piani, sugli Avvisimonoaziendali/pluriaziendali, e ha attivato due Avvisi a catalogo. Un suo commento a riguardo.

R. È un risultato straordinario. Che testimonia di una struttura fatta di donne e di uomini competenti e motivati, che fanno bene il loro lavoro.

Tutti gli avvisi hanno visto una grande partecipazione, sia da parte degli studi professionali che di aziende di settori diversi. Non era facile, soprattutto in una fase di cambiamento come questa.

 

D. A suo parere, in quali ambiti potrebbero intervenire i Fondi interprofessionali nel futuro prossimo?

R. Il futuro dipende anche dalla capacità del sistema produttivo di rispondere positivamente ai cambiamenti tecnologici, sociali e ambientali. La formazione è essenziale in questo passaggio, ma deve essere capace di un rapporto di stimolo e coerenza con i processi di cambia-mento delle imprese, cogliendo anche le specificità settoriali e territoriali. E questo è il campo da gioco dei Fondi interprofessionali, dove possono valorizzare il rapporto con i protagonisti diretti: imprese e lavoratori.