20/07/2017
Jobs act autonomi, a settembre si apre il cantiere

Il ministro Poletti al convegno di Confprofessioni: dopo l'estate il tavolo tecnico sulle professioni. E sull'equo compenso il governo pensa a regolare i rapporti con la P.A.

«Subito dopo l'estate il ministero del Lavoro attiverà il tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo con i rappresentanti del ministero e delle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro e delle associazioni professionali più rappresentative a livello nazionale». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, risponde così alle sollecitazioni di Confprofessioni sull'attuazione delle deleghe contenute nella legge sul Jobs act del lavoro autonomo. Intervenuto lo scorso 19 luglio a Roma al convegno organizzato da Confprofessioni Lazio  «Il lavoro autonomo dopo l'approvazione dello Statuto: cosa cambia, cosa manca», il ministro Poletti ha affermato «Abbiamo già cominciato a esaminare le caratteristiche che deve avere per rispondere ai criteri che la legge ci consegna, ma lo attiveremo rapidamente, perchè avviare una legge è importante ma poi è importante applicarla, quindi il tavolo partirà immediatamente dopo l'estate».

A due mesi di distanza dal varo dello Statuto del lavoro autonomo, il governo si prepara ad aprire il cantiere attuativo della legge. Oltre al tavolo tecnico permanente sulle professioni, sono sulla rampa di lancio gli sportelli per il lavoro autonomo presso i centri per l'impiego, il rafforzamento delle misure di welfare e nuovi incentivi per la previdenza complementare dei liberi professionisti con la possibilità per le Casse di previdenza di attivare prestazioni sociali destinate ai professionisti che abbiano subito un calo del reddito professionale.

Il convegno, coordinato da Andrea Dili, presidente di Confprofessioni Lazio,  ha visto la partecipazione tra gli altri di Marco Leonardi, consigliere economico della presidenza del Consiglio; Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni; Cesare Damiano, presidente Commissione Lavoro della Camera; Maurizio Sacconi, presidente Commissione Lavoro del Senato; Maurizio Del Conte, presidente Anpal e di Tommaso Nannicini, professore ordinario del Dipartimento di Economia dell'Università Bocconi di Milano. Numerosi anche gli esponenti del mondo associativo con Anna Soru, presidente di Acta; Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap e del presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana.

Ad animare il dibattito è stato il tema dell'equo compenso, rimasto fuori dal Jobs act degli autonomi, ma rilanciato in Senato dal presidente della Commissione Lavoro, Maurizio Sacconi, e da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. «Negli ultimi dieci anni il numero dei professionisti è raddoppiato e i redditi profesionali sono calati mediamente del 18%, colpendo soprattutto i giovani» ha affermato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «L'equo compenso diventa un tema importante, soprattutto per tutelare le figure professionali più deboli». Anche perché, come ha sottolineato Andrea Dili, «è scandaloso che bandi della pubblica amministrazione prevedano incarichi ai professionisti a titolo gratuito». Tesi raccolta da Tommaso Nannicini, ex sottosegretario a Palazzo Chigi con Matteo Renzi e consigliere economico e membro della Segreteria nazionale del Partito democratico, il quale sottolinea la necessità di partire dalla P.A., e condivisa da Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, e da Maurizio Del Conte, presidente Anpal. «L'equo compenso propone più di una suggestione» ha concluso il ministro Poletti. «Dobbiamo continuare la discussione partendo dagli obiettivi e dai problemi, a cominciare dai rapporti con la Pubblica Amministrazione».

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