08/08/2018
Il Decreto Dignità è legge

Con 155 voti favorevoli, 125 contrari ed un astenuto, il Senato ha approvato il primo provvedimento del nuovo Esecutivo. Novità su contratti a termine, somministrazione, licenziamento, split payment professionisti e delocalizzazione imprese

 

Il Decreto Dignità è legge. Lo scorso 7 agosto, il D.L. n. 87/2018 ha infatti ottenuto il via libera definitivo dal Senato con 155 voti favorevoli, 125 contrari ed un astenuto. Il primo provvedimento del nuovo Esecutivo, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 2 luglio e dalla Camera il 2 agosto con 312 voti a favore, 190 contro e un’astensione, attende ora solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nella sua versione finale.

Il testo contiene novità su bonus assunzioni, contratti a termine, somministrazione, licenziamento illegittimo, delocalizzazione delle imprese, abolizione split payment per i professionisti, centri per l’impiego. Ecco, in sintesi, le principali misure.

 

  • La proroga del bonus assunzioni (di durata triennale e con tetto massimo di 3 mila euro) sino al 2020, ossia dello sgravio contributivo al 50% per chi assume a tempo indeterminato giovani sotto i 35 anni.
  • A partire dal primo novembre 2018 (sino ad allora si applicheranno le vecchie regole), la durata massima dei contratti a termine è di 12 mesi, che possono essere innalzati fino a 24 mesi purché vengano indicate specifiche causali. Mentre se i rinnovi non vengono giustificati, il contratto si trasformerà automaticamente in indeterminato.
  • È previsto l'esonero della disciplina dello stop&go, cioè l'interruzione tra un contratto a termine e un altro per il lavoro in somministrazione.
  • I contratti a tempo determinato, compresi quelli in somministrazione, non possono superare il 30% dei contratti a tempo indeterminato nella stessa azienda. Previste anche multe di 20 euro al giorno.
  • Si prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali – a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato, in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.
  • E’ previsto un parziale reimpiego dei “voucher”. Detti buoni lavoro, della durata massima di 10 giorni contro gli attuali 3 giorni, potranno essere utilizzati dalle aziende agricole e da quelle alberghiere con non più di 18 dipendenti.
  • Sono previste sanzioni per chi delocalizza l’impresa. Entro 5 anni, infatti, l’imprenditore sarà tenuto a restituire l’aiuto di Stato ricevuto con maggiorazione degli interessi.
  • Vengono aumentate le indennità in caso di offerta conciliativa per i licenziamenti illegittimi. Le mensilità da corrispondere passano da un minimo di 2 a un massimo di 27 (a oggi sono minimo due, massimo 18).
  • Abolizione dello split payment per i professionisti. Lo Stato non tratterrà direttamente l’Iva applicata dai professionisti che collaborano con la P.a., ma saranno i professionisti stessi a incassarla e riversarla all'erario. 
  • Slitta il termine per lo spesometro relativo al terzo trimestre del 2018: l’invio telematico all’Agenzia delle entrate dovrà avvenire entro il 28 febbraio 2019, non più entro il prossimo 30 novembre. Vengono espressamente specificate le scadenze per i contribuenti che optano per la trasmissione dei dati con cadenza semestrale: 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre, 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre.
  • Per tutto il 2018, per effetto della proroga, i professionisti e le imprese che vantano crediti nei confronti della P.a., potranno compensarli con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.
  • Per i possessori di partita IVA è previsto l’esonero dall’annotazione nei registri IVA in vista dell’obbligo di fatturazione elettronica in vigore dal primo gennaio del 2019.
  • La quota delle assunzioni che le Regioni potranno fare nel triennio 2019-2021 sarà destinata al rafforzamento degli organici dei Centri per l'impiego, secondo modalità definite con accordo da concludere in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano entro il 31 marzo di ciascun anno.