ANF | 13/09/2018
Giustizia, ANF: Posticipare entrata in vigore corsi obbligatori per pratica forense

L’Associazione al ministero Bonafede: Positivo l’intervento sull’esame di abilitazione, ora non si faccia della pratica forense una “via crucis” e di una professioni libera una casta conservatrice. Riportiamo la nota diffusa lo scorso 12 settembre

“Il Ministro Bonafede confermi la sua sensibilità rispetto alle giovani generazioni che intendono esercitare la professione di avvocato, già dimostrata con la modifica dell’art. 49 della legge professionale del 2012 contenuta nella legge di conversione del decreto milleproroghe, in attesa della definitiva approvazione, che prevede il rinvio del debutto dell’esame di abilitazione senza codici annotati, e adotti un nuovo decreto ministeriale che contenga una disposizione di posticipo dell’entrata in vigore dei corsi obbligatori ai fini della pratica forense. Mancano poco più di due settimane all’entrata in vigore del decreto attuativo del Ministero della Giustizia n. 17 del 9.2.2018, e le nostre perplessità al riguardo, e più in generale al sistema dei corsi di formazione obbligatori, peraltro già espresse al Ministro Bonafede con una nota di luglio, riteniamo coincidano con la sua volontà, dichiarata nel corso dell’incontro del primo agosto scorso con le associazioni forensi, “di fare in modo che chi vuole avvicinarsi alla professione non debba affrontare una via crucis”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, che ha inviato oggi al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede una missiva in merito.

“Sui corsi obbligatori ai fini della pratica forense disciplinati dall’art. 43 della legge professionale, dal relativo decreto del Ministero della Giustizia n. 17 del 9 febbraio scorso e dalle linee guida del Consiglio Nazionale Forense - continua Pansini -  pende un giudizio di impugnazione dinanzi al TAR Lazio su un ricorso presentato dal Sindacato Avvocati ANF Bari e anche gli ordini circondariali, nel riscontrare la bozza delle linee guida del CNF, hanno evidenziato più di una difficoltà pratica nell’organizzazione dei corsi auspicando un differimento dell’entrata in vigore del decreto ministeriale di febbraio. La legge professionale del 2012 ha tra i suoi punti qualificanti quello di favorire l’accesso alla professione di avvocato e in particolare alle giovani generazioni, con criteri di valorizzazione del merito, ma il regolamento ribalta questo principio fondante, introducendo sostanzialmente l’idea del numero chiuso per l’accesso alla professione, non prevista dalla legge professionale forense, e favorendo la nascita di una “casta” forense. Inoltre, si consegna agli ordini circondariali un’assoluta discrezionalità sul riconoscimento dei soggetti terzi che possono organizzare attività formative e si limita la libertà di formazione dei tirocinanti”.

“Auspichiamo che il Ministro Bonafede intervenga prontamente e sappia anche a questo riguardo adottare le misure più opportune” – conclude Pansini.