Funzionaria, avvocata, chirurga. L'inclusione passa dal linguaggio | Confprofessioni
23/02/2021
Funzionaria, avvocata, chirurga. L'inclusione passa dal linguaggio

Le linee guida definite dall'Agenzia delle Entrate con l'Accademia della Crusca per promuovere una riflessione su un uso rispettoso del linguaggio di genere

Le parole sono azioni e fanno accadere le cose” sostiene il drammaturgo britannico Hanif Kureishi. Parte da una citazione l’ultima iniziativa sul linguaggio dell’Agenzia delle entrate realizzata insieme al Comitato unico di garanzia (Cug) in attuazione di una delle misure del Piano triennale di azioni positive, che mira a rendere più inclusivi verso le donne i testi delle comunicazioni all’interno degli uffici.

 

“Le Linee guida per l’uso di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere” sono online sul sito dell’Agenzia e oggetto di una campagna di sensibilizzazione avviata proprio in questi giorni sul portale intranet. Frutto di un lavoro di analisi e studio di documenti e manuali sul tema, con attenzione ai dettami dell’Accademia della Crusca, la pubblicazione non ha, naturalmente, un carattere prescrittivo, ma mira a promuovere una riflessione con riguardo a un uso più attento e consapevole del linguaggio.

 

“Funzionaria”, “direttrice”, “consigliera” sono alcuni esempi di nomi declinati al genere femminile che andrebbero preferiti laddove il riferimento è a una donna. Non si tratta tanto, si spiega all’interno delle linee guida, di volgere semplicisticamente al femminile i testi, quanto di scoprire e affinare, laddove possibile, una nuova sensibilità che si affianchi a quella per la semplificazione del linguaggio: chiarezza da una parte, attenzione al genere dall’altra.