27/09/2019
#Fridaysforfuture, la tutela dell’ambiente tra le priorità di Confprofessioni

Dalle piazze alle agende dei governi fino ai luoghi di lavoro: le misure per la sostenibilità ambientale anche nella libera professione

Venerdì 27 settembre non è un semplice venerdì: il #FridaysForFuture, il giorno dello sciopero globale per la salvaguardia ambientale ispirato dalle iniziative della giovanissima Greta Thunberg, è arrivato anche in Italia, dove in oltre 180 città più di un milione di ragazzi si sono ritrovati in piazza con striscioni e cartelloni per risvegliare l’opinione pubblica sul tema del degrado ambientale.

E sono chiari i segni di un cambiamento del clima, anche politico, sulla questione: dalle canzoni e dagli slogan dei giovani che inondano le piazze il tema ha iniziato a popolare anche i consigli d’amministrazione delle grandi multinazionali e le agende dei governi.

 

Sulle pagine del Foglio il viceministro all’ambiente Antonio Misiani parla della prossima manovra come della “più ambientalista nella storia di questo paese”. In programma un “ambientalismo del fare” che porti alla creazione di posti di lavoro e che metta in piedi al contempo un piano di riqualificazione energetica supportando l’economia circolare. Tanti i possibili interventi statali in questo ambito: incentivi pubblici per costruzioni a basso tasso energetico, gestione responsabile dei rifiuti, riduzione dell’uso di materiali usa e getta, "tasse green” ad esempio sugli imballaggi (bottiglie, contenitori e confezioni per prodotti alimentari).

 

Confprofessioni è da anni in prima linea per la tutela ambientale. I liberi professionisti infatti hanno molte relazioni con il territorio e la tutela dell’ambiente. In particolare al comparto tecnico toccano la programmazione urbanistica, la progettualità, le direzioni dei lavori, i collaudi, le consulenze; mentre il comparto della salute può contribuire a far sì che gli stili di vita siano rispettosi dell’ambiente e della sicurezza. Tutti insieme possono dare un contributo alla crescita della cultura ambientale, e avere inoltre un impatto importante con alcune azioni concrete da introdurre nella propria vita quotidiana in ufficio.

 

Una maggiore alfabetizzazione digitale e un crescente uso di strumenti digitali tra i professionisti, oltre a rappresentare un vero e proprio motore di sviluppo per tutto il settore, permetterebbero di evitare sprechi di carta; la stampa in bianco e nero, oltre a garantire un sicuro risparmio, permette un minor consumo di toner inquinanti; per ridurre la plastica monouso si potrebbero sostituire le bottigliette d’acqua tanto diffuse in uffici e studi con quelle di vetro o con erogatori d’acqua a rete idrica, e i bicchieri usa e getta con quelli di carta o, meglio, vetro. Altre abitudini possono rendere più sostenibile il luogo di lavoro: l’uso di capsule compostabili per il caffè, una gestione responsabile dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, preferire la luce naturale a quella elettrica e i mezzi pubblici all’automobile o al taxi per gli spostamenti in città.

 

Questi piccoli passi, uniti a un’inedita collaborazione trasversale tra professionisti, mossa dalla condivisione dell’obiettivo della salvaguardia e della valorizzazione del nostro territorio, possono davvero fare la differenza.