FIMMG | 11/10/2018
Fimmg: disponibili a confronto politico per un reale cambiamento

Il segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia accoglie favorevolmente la disponibilità del ministro della Salute Grillo sul tema del riordino delle norme d’accesso alle medicina generale. Di seguito il comunicato stampa della Fimmg

«Come segretario generale della Fimmg apprezzo molto il fatto che il ministro valuti nella giusta prospettiva le preoccupazioni espresse sulle riforme prospettate. Voglio anche esprimere soddisfazione del fatto che, vista l’importanza dei temi, il ministro abbia deciso di incontrarci personalmente, al di là degli incontri tecnici che ci saranno con la struttura ministeriale. Del resto, per tracciare percorsi “trasparenti, meritocratici e progressivi”, in condivisione con le parti sociali, la discussione non può non comprendere anche il livello politico, che è prerogativa esclusiva del titolare del dicastero». Con queste parole il Segretario Nazionale Generale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), Silvestro Scotti accoglie l’apertura del ministro della Salute Giulia Grillo sul tema del riordino delle norme d’accesso alla Medicina Generale.

 

«Condividiamo in pieno le parole del ministro nel considerare ogni aspetto di un riordino e, anzi, ci preoccupano le possibili conseguenze. Per questo non saremo mai pronti ad accettare soluzioni preconfezionate. Ragione per la quale non possiamo che guardare con fiducia alla richiesta di “collaborare fattivamente”, mettendoci sin d’ora a disposizione per un percorso del tutto nuovo».

Comprendendo innanzitutto la posizione personale del ministro, la moltitudine degli impegni, istituzionali e privati, ai quali il ministro è chiamata, Scotti si dice disponibile all’incontro nel rispetto dei tempi che la titolare del dicastero della Salute riterrà opportuni. «Siamo certi che – conclude con una battuta Silvestro Scotti –  il “rassicurarmi” del ministro Giulia Grillo non possa mai essere comparabile all’ormai noto “stai sereno” di altri tempi, altre persone e altra politica che poco dovrebbero appartenere a chi vuole farsi promotore di un cambiamento reale».