ANC | 31/12/2018
Fattura elettronica: dati personali a rischio dal 1 gennaio al 3 luglio

L’Anc, spiega il presidente Cuchel, non è contro la rivoluzione digitale ma ritiene necessario che questo cambiamento non sia attuato a scapito dell’intero sistema economico nazionale. Di seguito il comunicato stampa dell’associazione

Si è svolta il 27 dicembre, presso il Tribunale civile di Roma l’udienza del ricorso in via d’urgenza presentato da Anc contro l’Agenzia delle Entrate, per il differimento cautelativo dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica tra tutti i soggetti economici e privati almeno sino a quando il sistema di scambio dei dati non sarà posto nella più totale sicurezza.

 

«L’Associazione Nazionale Commercialisti ha da tempo sottolineato al Garante della Privacy tutti punti nodali rispetto alla protezione dei dati su cui si gioca la partita della fatturazione elettronica», dichiara il Presidente Marco Cuchel. «L’Autorità, dopo aver convocato un tavolo dal quale siamo stati sorprendentemente esclusi, nonostante fossimo l’unico soggetto in causa ad aver sollevato formalmente il problema, ha emanato il 20 dicembre un provvedimento insufficiente e contraddittorio, in quanto lo stesso obbliga l’Agenzia con richieste di chiarimento, prescrizioni e addirittura con ingiunzioni, a mettere in atto tutta una serie di misure che garantiscano la criptazione dei documenti trasmessi, corretti protocolli di consultazione e di conservazione dei miliardi di dati in essi contenuti, oltre a rivedere le prescrizioni sui controlli fiscali previsti nei precedenti provvedimenti. In sostanza, si richiede la messa in sicurezza dell’intero sistema, evidentemente al momento non garantita, avvalorando le tesi della nostra Associazione, ma lasciando tuttavia una finestra temporale fino al 15/04/2019, data in cui dovrà essere effettuata una nuova valutazione d’impatto. A tale provvedimento è seguito quello della stessa Agenzia delle Entrate in data 21/12/2018 che, inspiegabilmente e unilateralmente, amplia detto periodo transitorio fino al 3 maggio 2019, in ossequio a quanto previsto nello Statuto del Contribuente al 3 luglio 2019, durante il quale si lasciano sostanzialmente le cose come stanno, in palese violazione dei principi che hanno guidato il provvedimento del Garante».

 

Anc non vede come specifiche azioni atte a sanare una gravissima e, a questo punto riconosciuta, lesione dei diritti della persona e delle imprese possano sopportare un differimento di questa portata. In particolare, ci si riferisce anche al trattamento dei dati da parte di piattaforme private che non offrono adeguate garanzie di riservatezza e di limpidezza etica, così come ben evidenziato nello stesso provvedimento del Garante.

 

Ci si aspetta un pronunciamento da parte del Giudice Ordinario di Roma, nella speranza che siano stati colti tutti gli aspetti evidenziati nel ricorso. In caso di esito negativo, Anc valuterà comunque ulteriori misure finalizzate a scongiurare le possibili conseguenze e i gravissimi danni  che il Paese si troverebbe ad affrontare in costanza di queste palesi violazioni.

 

«L’Associazione Nazionale Commercialisti non è contro la rivoluzione digitale né tantomeno contro la lotta all’evasione – prosegue Marco Cuchel – tuttavia, questo epocale cambiamento non può essere attuato a scapito dell’intero sistema economico nazionale, il quale, per i prossimi mesi, rischia di essere messo a nudo, analizzato e reso merce da gruppi economici anche internazionali, il cui unico interesse è il proprio profitto e non certo l’interesse generale del nostro Paese».