Abruzzo | 24/06/2019
Equo compenso, è legge anche in Abruzzo

È stata approvata dal Consiglio regionale abruzzese la norma che introduce una serie di prescrizioni a tutela dei liberi professionisti. Della Torre: una legge ben scritta

Anche l’Abruzzo si allinea ad altre regioni, dopo i tentativi andati a vuoto con la precedente amministrazione regionale di centro-sinistra, dotandosi così di una legge che tutela i professionisti, non solo relativamente ai pagamenti attesi dagli enti pubblici, ma anche per lavori svolti per conto di committenti privati. La legge è passata all'unanimità in consiglio, grazie alla collaborazione con Confprofessioni Abruzzo, confederazione delle 13 principali associazioni professionali, la prima a chiedere al presidente Marsilio e al presidente Sospiri già in campagna elettorale tale provvedimento, e con i rappresentanti provinciali delle Consulte  Professionali. Tale provvedimento nasce dalla fusione di due distinte proposte, una a firma del presidente Lorenzo Sospiri e del consigliere della Lega Emiliano Di Matteo, e l'altra dei consiglieri del M5S Pietro Smargiassi e Sara Marcozzi.

 

L’equo compenso vuole aiutare i liberi professionisti a incassare quanto dovuto per le loro prestazioni in tempi celeri. In che modo? Obbligando in sostanza il committente privato a presentare all'ente pubblico fatture e quietanze, pena la sospensione del procedimento amministrativo (per esempio una concessione edilizia) in cui figura la prestazione del professionista. «Eravamo stati i primi a chiedere l’equo compenso e devo dire siamo stati esauditi in tempi brevi con una Legge Regionale ben scritta, anche se il nostro emendamento che sollecitava i Comuni ad adeguarsi a tale provvedimento nella proposizione di eventuali bandi non è stato accolto pare per un dubbio parere di illegittimità», queste le parole soddisfatte, del presidente di Confprofessioni Abruzzo, il medico veterinario Marco Della Torre (ANMVI Abruzzo)