03/04/2018
Economia digitale, le misure Ue per una tassazione più equa

Il commissario per gli Affari economici, Pierre Moscovici: “Queste attività contribuiscono alla crescita dell’Unione europea ma sollevano anche problemi giuridici e fiscali”

La Commissione europea ha presentato due nuove proposte per garantire una tassazione più equa delle attività digitali. La prima iniziativa prevede una riforma comune delle norme dell’Ue in materia di imposta sulle società per le attività digitali che consentirebbe agli Stati membri di tassare gli utili generati sul loro territorio, anche nel caso in cui una società non vi abbia una presenza fisica. La seconda risponde alle richieste di numerosi Stati membri di istituire un'imposta temporanea da prelevare sulle principali attività digitali, che al momento sfuggono a qualsiasi tipo di imposizione nell'Ue.

La recente espansione delle imprese digitali ha fortemente contribuito alla crescita economica nell’UE, tuttavia, secondo l’Ue, le normative fiscali attuali non sono state elaborate per queste imprese, che sono globali, virtuali o caratterizzate da una presenza fisica minima o inesistente. Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha spiegato che la digitalizzazione offre innumerevoli benefici e opportunità, ma rende anche necessario adeguare le norme e i sistemi tradizionali, preferibilmente a livello globale. Secondo Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, l'economia digitale rappresenta una grande opportunità per l'Europa, ma solleva anche problemi giuridici e fiscali. Infatti le norme vigenti, elaborate prima dell'avvento di internet, non autorizzano gli Stati membri a tassare le imprese digitali operanti in Europa quando vi hanno una presenza fisica minima o inesistente. Queste proposte legislative saranno presentate al Consiglio per adozione e al Parlamento europeo per consultazione.

 

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