17/04/2018
E-fattura, dal Cndcec un modello per la riorganizzazione digitale

Uno studio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha definito un modello per la trasformazione 4.0 dello studio

L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati può essere un’opportunità, e non solo un rischio, per gli studi dei commercialisti, anche di quelli più piccoli e meno strutturati. A patto però che la professione si attrezzi al più presto e in maniera consapevole per il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale. Ne è convinto il Consiglio nazionale della categoria, che in un documento diffuso lo scorso 13 aprile definisce un preciso modello evoluto digitale per la trasformazione dello studio, che possa diventare un punto di riferimento per gli iscritti. Il modello prevede una gestione diretta da parte dello studio del processo di emissione, contabilizzazione e conservazione della fattura elettronica, in un sistema nel quale cliente e studio interagiscono telematicamente, condividendo lo spazio digitale entro il quale si svolge il processo di fatturazione.

 

L’analisi del modello è stata eseguita ipotizzando che il cliente dello studio sia un’impresa in contabilità semplificata e che lo studio abbia una soluzione software integrata composta da tre moduli: quello di contabilità, quello di gestione elettronica documentale (GED) (che consente ai clienti la produzione da remoto delle fatture di vendita e l’accesso ai documenti archiviati) e il modulo di conservazione documentale digitale. Il modello prevede inoltre che lo studio emetta la fattura per conto dei propri clienti apponendo la firma remota o automatica ai dati della fattura inseriti dal cliente sulla piattaforma GED e riceva per conto del cliente le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.

 

Centrale nello schema messo a punto dal Consiglio nazionale è dunque la collaborazione studio-cliente. L’integrazione tra i diversi moduli che compongono la soluzione software dello studio professionale consentirebbe poi al commercialista di massimizzare i vantaggi derivanti dalla digitalizzazione. L’applicazione dello schema valorizzerebbe inoltre i dati delle fatture che lo studio sarebbe in grado di intercettare in tempo reale. Dati ai quali agganciare servizi a valore aggiunto da proporre ai clienti. La riduzione dell’inserimento manuale di una moltitudine di dati contabili da parte del personale degli studi, potrebbe comportare infine una modifica di parte delle loro abituali attività, creando la possibilità per dedicarsi ad attività diverse.