ANC | 08/02/2019
E-fattura: ADC e ANC chiedono una proroga per le scadenze di febbraio

L'associazione nazionale Commercialisti e l'Associazione nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili chiedono lo slittamento delle scadenze, previste per il 25 e il 28 febbraio. Di seguito il comunicato stampa congiunto delle due associazoni

La mole di lavoro che ha travolto gli studi dei commercialisti, all’indomani dell’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, obbligo che non ha visto mantenere neanche una delle promesse di semplicità, innovazione, efficienza, velocità ed economicità che l’Agenzia delle Entrate ci aveva fatto (mancava solo la pace nel mondo), ha creato un’infinità di problemi e ritardi nello svolgimento di tutti gli altri adempimenti e, in particolare, di quelli in scadenza questo mese.

 

Il numero impressionante e anomalo di “scarti”, l’impossibilità di reperire le fatture nello SDI, il mancato incrocio di dati tra il sistema di interscambio e piattaforme private, ha portato il caos (come era stato ampiamente previsto e denunciato). Risulta quindi estremamente difficoltoso per i professionisti fare fronte con la dovuta serenità agli adempimenti previsti per questo mese (Iva, Irpef, Inps, Intrastat, esterometro, spesometro semestrale, Lipe), cui si aggiungono le ravvicinatissime certificazioni uniche del 7 marzo.

 

ADC e ANC chiedono, pertanto, il differimento al 31 marzo almeno delle scadenze che riguardano le comunicazioni Intrastat (25 febbraio) e l’esterometro (28 febbraio). In particolare, si chiede che quest’ultimo adempimento sia reso semestrale, che l’invio degli elenchi Intrastat sia eliminato in quanto costituisce una ridondanza rispetto al primo obbligo, e che sia altresì eliminato l’obbligo delle comunicazioni iva trimestrali.

 

Sul fronte scadenze dunque continua a regnare il caos e nulla sembra cambiare, quando invece, come sostenuto in più occasioni, è urgente una riorganizzazione del calendario fiscale e una semplificazione degli adempimenti, quest’ultima anche in conseguenza dell’introduzione della fattura elettronica, il cui obbligo andrebbe comunque rivisto.