03/08/2017
Digitalizzazione: quale impatto nel mondo del lavoro?

Il Comitato Economico e Sociale europeo ha pubblicato uno studio in cui vengono analizzate le conseguenze sul mercato del lavoro e sulle relazioni industriali

Il nuovo studio pubblicato dal Comitato Economico e Sociale europeo, su richiesta del Gruppo “Datori di lavoro”, realizzato dai ricercatori del Centre for European Policy Studies (CEPS), presenta delle previsioni riguardo alle trasformazioni che avverranno nel mercato del lavoro, in seguito al fenomeno della digitalizzazione e alla diffusione della cosiddetta “economia delle piattaforme”. Mentre le precedenti rivoluzioni industriali hanno portato evidenti vantaggi in termini di welfare e tassi di occupazione, non è chiaro quali saranno i risultati finali della rivoluzione digitale. Infatti, sia la digitalizzazione che l’emergente “economia delle piattaforme” stanno profondamente trasformando i settori tradizionali, spingendo verso una ristrutturazione dei modelli economici in cui i dati svolgono un ruolo fondamentale. Gli studi empirici mostrano come si sia creata una chiara distinzione tra le mansioni “virtuali”, che possono essere esercitate ovunque, e i “servizi fisici” che devono essere eseguiti localmente.  Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, la digitalizzazione porta una maggiore flessibilità relativamente agli orari e ai luoghi dove le attività vengono svolte. Secondo lo studio, queste trasformazioni aumenteranno l’autonomia e la produttività, contribuiranno all’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e ridurranno i costi. Le relazioni industriali e le strategie di gestione dovranno adattarsi alla crescente flessibilità, attraverso modifiche del diritto del lavoro e dei contratti. Per quanto riguarda “l’economia delle piattaforme”, dovrà essere chiarito lo status sia del lavoratore che quello delle piattaforme stesse, altrimenti alcuni attori rischiano di non essere rappresentati adeguatamente dalle parti sociali.

Inoltre, la digitalizzazione introduce nuove mansioni che richiedono nuove competenze : è quindi possibile che i lavoratori debbano intraprendere adeguati percorsi di formazione o essere sostituiti da lavoratori in possesso di tali competenze.

Al momento, gli Stati membri si stanno concentrando soprattutto sugli “effetti collaterali” della digitalizzazione, come le questioni legate alla salute e alla sicurezza, tuttavia si prevede che nei prossimi anni la formazione continua diventi una priorità. Nonostante numerosi aspetti riguardanti il diritto del lavoro e la fiscalità possano essere trattati a livello nazionale, lo studio del CESE evidenzia che, per affrontare le nuove sfide legate alla digitalizzazione, un approccio coordinato a livello potrebbe essere positivo sia per i nuovi attori che per quelli tradizionali europei.

 

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