01/10/2019
Dati Istat: ad agosto calano ancora gli indipendenti (-33mila)

Cresce il tasso di occupazione (+59,2%) ma anche il numero di inattivi (+73mila), coloro che non hanno né cercano un impiego

Secondo il rapporto Istat pubblicato a fine settembre, ad agosto 2019 il tasso di occupazione si attesta ai massimi storici al 59,2% e cala ancora la disoccupazione raggiungendo il 9.5% (-0,3 punti percentuali), dato più basso da novembre 2011.

 

Sono dati però in chiaroscuro, da leggere nel loro contesto. Al calo delle persone in cerca di occupazione (-3,4%, pari a -87 mila unità nell’ultimo mese) corrisponde – dopo 5 mesi di stabilità - un aumento degli inattivi (+73mila), persone che non hanno né cercano un impiego. Il tasso di inattività sale quindi al 34,5% (+0,2 punti percentuali): la stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ad agosto è in aumento per entrambe le componenti di genere.

 

Ciò significa che non tutti i disoccupati in meno hanno trovato nuova occupazione – il dato complessivo dei nuovi occupati è rimasto praticamente stabile rispetto a luglio (-1000 unità) – ma che, al contrario, hanno smesso di cercare lavoro.

 

Continuando ad analizzare i dati per fasce di età, i nuovi occupati crescono solo nella fascia degli over 50 (+34mila) mentre calano in quella 15-24 (-23mila), in quella 25-34(-2mila) e i quella 35-49 (-10mila). La percentuale di chi cerca un lavoro e non lo trova nella fascia 15-24 anni è calata di 1,3 punti percentuali su base mensile portandosi al 27,1%, il punto più basso dal 2010, ancora comunque troppo alto rispetto alla media europea: restiamo terzultimi dopo Spagna e Grecia e lontanissimi dalla Germania (dove, come riportato su Il Sole 24 Ore, il tasso di under25 senza un impiego è al 5.7%).

 

Dopo la flessione del mese scorso tornano a crescere i dipendenti, in particolare quelli stabili (+27mila sui 32 mila nel complesso); mentre diminuiscono gli indipendenti (-33 mila), cioè liberi professionisti, imprenditori, artigiani: un segnale dell’immobilismo del mercato del lavoro che Confprofessioni ha già portato all’attenzione del governo in occasione dei tavoli di luglio e agosto proponendo misure a sostegno delle libere professioni e della crescita economica di tutto il Sistema Paese.