30/04/2019
Confprofessioni apre le porte ai restauratori

Accolta la richiesta di adesione dell'Associazione Restauratori d’Italia presieduta da Kristian Schneider. Sale a 21 il numero degli organismi di rappresentanza che si riconoscono nei valori confederali

Si aggiunge un altro tassello al mosaico di associazioni che compongono Confprofessioni. Il Consiglio generale della Confederazione italiana libere professioni, riunitosi a Roma, ha accolto la richiesta di adesione dell'Associazione Restauratori d'Italia (ARI).

Con l'ingresso di ARI, associazione fondata a Firenze nel 1985 con lo scopo di tutelare e qualificare la professione di Restauratore di Beni, presieduta da Kristian Schneider (nella foto), sale a 21 il numero di associazioni professionali che si riconoscono nei valori e nella mission della Confederazione presieduta da Gaetano Stella.

 

«Diamo il benvenuto ai restauratori italiani» ha commentato il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella. «L'ingresso dell'Associazione Restauratori d’Italia nel nostro sistema confederale rappresenta un importante segnale di apertura verso il mondo professionale associativo, rafforza ulteriormente il ruolo di parte sociale della Confederazione nei rapporti con le istituzioni politiche a livello territoriale, nazionale ed europeo. L'ingresso dei restauratori italiani, insieme agli archeologi, rappresenta per la Confederazione una tappa fondamentale nello sviluppo di un polo delle professioni culturali e dei beni culturali».

 

«Con la recente istituzione degli elenchi dei "Restauratori di Beni Culturali qualificati" da parte del MiBAC», dichiara Kristian Schneider, presidente ARI «la figura del restauratore di beni culturali è diventata una professione regolamentata a tutti gli effetti. L'ARI è convinta che ConfProfessioni sia la sede naturale per portare avanti e concludere nel migliore dei modi questo percorso professionale ed è lieta di farne parte. ConfProfessioni sarà per noi la casa comune che permetterà di costruire insieme una chiara identità del settore dei Beni Culturali  partendo da un confronto proficuo e collaborativo tra le professioni che ne fanno parte».

 

«La grande famiglia di Confprofessioni si arricchisce di un'importante categoria professionale, fondamentale per la conservazione del patrimonio culturale italiano», dichiara Salvo Barrano, Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Archeologi.  «Dopo la recente regolamentazione, i restauratori entrano con pieni diritti nell'universo delle professioni intellettuali».