ANC | 25/02/2019
Commercialisti decisi all’astensione collettiva

Le Associazioni ADC e ANC intendono dare seguito alla proclamazione di una astensione collettiva della categoria per il periodo 29 aprile/3 maggio 2019. Di seguito il comunicato congiunto

I commercialisti vivono una delle crisi forse più profonde degli ultimi decenni. Oltre alle difficoltà quotidiane di gestione degli studi professionali e all’annosa rincorsa delle innumerevole scadenze imposte, la professione vive oggi un continuo smembramento delle proprie competenze a favore di altre figure professionali.

 

Basti pensare all’ormai prevalente riconoscimento dell’iscrizione al Registro dei revisori legali, condivisa da quasi tutti i commercialisti ma pur sempre autonoma rispetto all’albo professionale, si pensi ancora ai registri o elenchi istituiti o istituendi per lo svolgimento di alcune attività, già comunque rientranti nelle competenze previste dall’ordinamento professionale.

 

Che dire poi dell’ampliamento della platea dei professionisti coinvolti nelle procedure di crisi e insolvenza con l’inclusione di soggetti il cui ordinamento della professione non prevede le specifiche competenze (come invece sancite dal dlgs 139/2005 costitutivo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili per i soli iscritti alla sez. A), così come della possibilità che si estenda a soggetti professionalmente allo scopo non qualificati l’esercizio dell’assistenza tecnica e di rappresentanza dinanzi alle commissioni tributarie. Oggi il ruolo dei professionisti economici è pesantemente svilito, costretto a fare i conti con provvedimenti inadeguati, responsabilità crescenti, riconoscimenti nulli.

 

Questo, oltre a danneggiare la categoria, droga il sistema paese che rischia di affidarsi a professionisti mancanti delle skill necessarie, oltre a vanificare in alcuni casi il ruolo degli ordini professionali, i percorsi formativi e le rigide regole per l’accesso, che devono garantire in ogni caso la competenza e la tutela della fede pubblica. Sono inoltre davvero troppe le incertezze che viviamo sulla nostra pelle e che non ci permettono uno svolgimento degno e sereno del nostro lavoro.

 

Sono, ad esempio, trascorsi giorni dall’annuncio della proroga al 30 aprile dello spesometro e dell’esterometro da parte del sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci eppure, ad oggi, ancora nessun provvedimento ufficiale dispone lo slittamento dei termini, provvedimento che, evidentemente, si impone nei confronti di professionisti e contribuenti che devono avere certezze.

 

Certezze che latitano anche sul fronte della fattura elettronica, rispetto alla quale l’amministrazione finanziaria non sembra avere la consapevolezza delle gravi criticità esistenti che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché interpretare in modo distorto dati e statistiche sulla fattura elettronica unicamente per presentare una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

 

Alla luce di una condizione divenuta insostenibile, le Associazioni ADC e ANC, riunite in confederazione, intendono dare seguito alla proclamazione di una astensione collettiva della categoria, avviando le procedure formali previste dallo specifico codice di autoregolamentazione, per il periodo 29 aprile/3 maggio 2019.

 

Il malcontento della categoria è talmente profondo, spiegano i Presidenti Enzo De Maggio e Marco Cuchel, che la scelta dell’astensione è quasi una scelta obbligata, dopo che le istanze della categoria sono di fatto  rimaste inascoltate per troppo tempo. È comunque fondamentale in questo frangente l’unitarietà della categoria, ragione per la quale abbiamo informato il nostro Consiglio Nazionale della volontà di proclamare l’astensione e rivolto alle altre sigle associative l’appello a condividere l’iniziativa.    

 

Siamo consapevoli, concludono i Presidenti ADC e ANC, che si tratta di una misura estrema e nonostante la nostra fermezza restiamo sempre aperti al dialogo con le Istituzioni, alle quali intendiamo rinnovare la nostra richiesta di incontro, con l’intento di avviare un vero confronto, che sia mantenuto nel tempo, con i professionisti economici per l’attività che gli stessi svolgono nell’interesse della collettività.