07/03/2018
Che cosa chiediamo alla nuova legislatura

Concluso il tour elettorale di Confprofessioni, si prepara la nuova legislatura. Ecco i temi e le proposte presentate dalla Confederazione ai candidati di tutti gli schieramenti

Settanta candidati di tutti gli schieramenti in campo (quasi tutti eletti); 23 incontri calati sul territorio; 10 delegazioni regionali coinvolte. Sono i numeri del tour elettorale di Confprofessioni che tra novembre e febbraio ha toccato le principali regioni del Paese (dal Sud Tirolo alla Campania; dal Piemonte al Molise; dal Veneto all'Abruzzo, fino alla Lombardia e al Lazio) coinvolgendo centinaia di professionisti di ogni categoria. Un lavoro febbrile che ha visto in campo il presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella, insieme ai presidenti delle delegazioni regionali coinvolte, e che ha permesso di presentare la nostra realtà confederale e il sistema delle libere professioni in Italia e in Europa ai candidati e alle forze politiche che ora si accingono a governare il Paese. Ma è stato anche un confronto aperto per far conoscere la piattaforma di idee e di proposte, realizzata da Confprofessioni, per fissare l'agenda politica della prossima legislatura. Fisco, semplificazioni, lavoro e occupazione, tutela del territorio e salute del cittadino, insieme alla necessità di un progetto politico serio e sostenibile, improntato sulla crescita del Paese e sull'equità normativa e fiscale tra i diversi settori produttivi, ma anche sulla necessità di un equilibrio tra le parti sociali che rappresentano ancora un punto di incontro fondamentale tra le istituzioni, i cittadini e le imprese.

 

Ai candidati che hanno partecipato ai nostri incontri elettorali e che hanno condiviso le nostre proposte abbiamo rappresentato una realtà che conta circa 1,5 milioni di liberi professionisti, che sono parte integrante di un sistema economico e sociale che vive, non senza apprensione, le dinamiche di un Paese scosso da profondi mutamenti politici, demografici e socio-economici. Un lavoro quotidiano al fianco delle imprese per uscire dalla crisi, per aiutare le Pmi a superare gli ostacoli della burocrazia, per sostenere i cittadini di fronte alle carenze della giustizia e della sanità, ma anche far favorire l'occupazione, aprendo le porte del lavoro ai giovani professionisti e alle nuove generazioni. Concluso il tour elettorale di Confprofessioni, la nostra “Agenda  dei liberi professionisti per la XVIII legislatura” diventa ora una base di dialogo per aprire un confronto con tutte le forze politiche parlamentari, sui temi di seguito schematizzati.

 

Un fisco più equo, al servizio degli investimenti

  • Ridurre l’imposizione fiscale e semplificare gli adempimenti attraverso l’unificazione delle scadenze e la razionalizzazione delle comunicazioni.
  • Aggiornare lo statuto del contribuente ed elevarlo a rango costituzionale per impedire la sua sistematica lesione nella legislazione ordinaria.
  • Impedire gli aumenti automatici dell’IVA previsti per i prossimi anni, attraverso provvedimenti orientati al lungo periodo, da rendere operativi già dalla legge di Bilancio per il 2019, per sostenere commercio e servizi.

 

Semplificare la P.A. e l’attività di impresa

  • Revisionare e rendere efficace la spesa pubblica. Sì ai recenti aumenti salariali nel comparto della P.A., a condizione che le politiche di incentivazione si accompagnino a percorsi di qualificazione e responsabilizzazione dei funzionari e allo snellimento degli oneri burocratici.
  • Garantire la semplificazione normativa con tecniche legislative moderne. Procedere con l'accorpamento della normativa in testi unici di settore. Rendere chiare le clausole abrogatrici.
  • Razionalizzare e velocizzare l’amministrazione della giustizia, con particolare riguardo ai crediti commerciali. Implementare metodi di risoluzione delle controversie in sedi diverse da quella giurisdizionale e su base volontaria e fiscalmente incentivata.
  • Introdurre una procedura unica per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e per la realizzazione di nuovi investimenti. Dovrà essere un unico organo amministrativo ad espletare tutte le verifiche e le valutazioni ai fini del rilascio delle autorizzazioni.

 

Sostenere l’economia reale. Proteggere il paesaggio e l’ambiente

  • Impegnare risorse pubbliche per la rigenerazione “smart” degli edifici esistenti. Messa a norma sismica ed efficientamento energetico delle strutture pubbliche (scuole, ospedali...) e del patrimonio immobiliare privato.
  • Mettere in sicurezza il territorio contro i rischi connessi al dissesto idrogeologico.
  • Prevedere l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato.
  • Preservare la straordinaria ricchezza del patrimonio architettonico ed urbanistico del nostro Paese.
  • Rendere strutturali le politiche ambientali di incentivazione sperimentate nelle ultime leggi finanziarie. Particolare attenzione, in una prospettiva di medio e lungo periodo, alla lotta all’inquinamento e all'utilizzo delle risorse rinnovabili, come l’acqua, l’aria e il suolo.

 

Rilanciare l’occupazione

  • Tagliare nettamente il costo del lavoro, abbattendo il cuneo fiscale. Ampliare la platea dei beneficiari delle agevolazioni vigenti, previste principalmente per giovani e over 50, estendendo gli incentivi alle fasce più produttive e formate della popolazione.
  • Rilanciare la produttività confermando lo sgravio della parte di salario legata a incrementi di produttività ed efficienza, con attenzione particolare alle voci premiali della retribuzione. Si tratta di un intervento che consente di integrare politiche del lavoro e politiche economiche. Rendere più agevole l'accesso a tale misura anche alle Pmi, inclusi i professionisti.
  • Sostenere l’imprenditorialità giovanile e le start up di nuove imprese. Progetto “Giovani per i giovani”: azzeramento del costo del lavoro (defiscalizzazione e decontribuzione totali) per i giovani imprenditori e professionisti che assumono giovani lavoratori.

 

La salute bene primario. Valore essenziale da salvaguardare

  • Efficace azione di orientamento nella scuola media superiore.
  • Intervenire sul numero programmato degli accessi alle Facoltà, favorendo maggiori sinergie tra Associazioni di categoria sanitarie, Università, Ordini Professionali e Miur.
  • Sostenibilità della spesa sanitaria, attraverso un'efficace e non discriminatoria spending review. Razionalizzare il ruolo delle autonomie locali nel contesto della revisione del Titolo V della Costituzione. Riapertura dei concorsi pubblici per personale medico e paramedico.
  • Riduzione delle liste d’attesa, abolizione dei ticket, valorizzazione del welfare aziendale e contrattuale come supporto economico integrativo delle spese sanitarie nel contesto familiare. Incremento della deducibiltà fiscale delle spese sanitarie.

 

Crescita ed equità per il lavoro libero-professionale

  • Applicare i principi europei sulle misure di premialità e incentivazione: stop alle discriminazioni illegittime tra imprese e professionisti. Interpretazione della legge in senso inclusivo della platea beneficiaria, no a interpretazioni restrittive.
  • Sostenere la crescita e lo sviluppo degli studi professionali, per renderli competitivi in un mercato internazionale. Favorire i processi aggregativi dei professionisti, rivedendo la disciplina, anche fiscale, sulle Società tra professionisti e sulle reti professionali. Le aggregazioni professionali devono essere escluse dall’Irap.
  • Adattare le normative alle specificità e alle dimensioni degli studi professionali. Evitare difficoltà gestionali e elevati costi di attuazione per i professionisti (es. salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, privacy, antiriciclaggio...).
  • Sostenere lo sviluppo dei servizi di welfare per i professionisti attraverso gli strumenti della bilateralità contrattuale. Il welfare dei lavoratori autonomi è un orizzonte da sostenere fiscalmente. Sanità, formazione, sostegno al reddito possono essere messi a disposizione anche dei liberi professionisti, datori di lavoro e lavoratori singoli, e delle loro famiglie, in una logica di solidarietà e mutualità.
  • Abolire la doppia tassazione sulle Casse di previdenza dei liberi professionisti. Tali enti non operano nell’economia a scopi speculativi, ma per proteggere e salvaguardare le pensioni degli iscritti. Gli investimenti delle Casse professionali devono essere detassati.
  • Attuare la delega contenuta nell’art. 5 della legge 81/2017 (Jobs act del lavoro autonomo): rimessione di atti pubblici alle professioni ordinistiche, per favorire lo snellimento di procedure e attività amministrative attraverso la funzione sussidiaria delle professioni.
  • Abolire la recente riforma in materia di split-payment dell’Iva, che ha esteso il meccanismo anche ai pagamenti effettuati dalla P.A. ai professionisti.

 

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