ANC | 07/03/2019
Bando Mef: una proposta indecente

L’associazione nazionale Commercialisti e l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili si esprimono sul bando a titolo gratuito pubblicato dal Mef. Di seguito il comunicato congiunto delle associazioni

Ancora una volta si cercano benefici  “sulla pelle dei professionisti”! Assolutamente inaccettabile, vergognoso e umiliante. Basterebbero queste poche parole per commentare il bando del MEF di qualche giorno fa che, di nuovo, cerca consulenze professionali gratuite.

 

Cerchiamo di costruire un dialogo con le istituzioni, di rimarcare la nostra dignità professionale, di difendere le nostre competenze specifiche e poi atti come questo distruggono tutto il percorso fatto. Come se non bastassero tutti gli oneri che si sono sobbarcati i professionisti che affiancano i contribuenti per rendere più tempestivo ed adeguato il lavoro dell’Agenzia Entrate in materia di acquisizione delle dichiarazioni, riscossione e controlli; ora anche la professionalità e la consulenza devono essere messe a disposizione senza alcun compenso.

 

I professionisti italiani sono oltre un milione, contribuiscono alla creazione del 12% del PIL, creano redditi, indotto e posti d lavoro ma non godono di alcun rispetto! La PA è di per sé un cliente inadempiente: molti professionisti rischiano il tracollo o hanno chiuso per commesse pubbliche non pagate. Chiedere di lavorare gratis giunge veramente alla triste farsa! Dopo tante battaglia sull’equo compenso, che hanno visto ADC, ANC e Confprofessioni in prima linea, ci ritroviamo addirittura a difendere i nostri diritti non nei confronti di un piccolo Comune con poche risorse, ma del Ministero dell’Economia.

 

Sia chiaro: non è la prima volta che succede e non intendiamo aprire una rappresaglia contro l’attuale Governo. Le ragioni esposte dal MEF fanno riferimento a norme vigenti sulle quali c’è tutta la possibilità di intervenire modificando limiti che, se hanno posto un freno a spese a volte inutili o poco trasparenti, oggi sono un impedimento all’acquisizione di vere competenze e professionalità adeguate.

 

E comunque un dubbio sorge: le competenze interne allora non ci sono? Potrebbe essere una spiegazione di decreti, interpretazioni e disposizioni prive di nesso logico che tanto spesso ci troviamo a contestare... Il nostro è un discorso di ben più ampio respiro che parte dalla nostra dignità professionale per arrivare alla dignità umana di veder riconosciuto il proprio lavoro. Così proprio non va, pensavamo di costruire un serio rapporto alla pari, contribuendo fattivamente e propositivamente, e ci troviamo a difendere i fondamentali!

 

Speriamo in una celere smentita del Ministero. Anzi, la pretendiamo!