Anatomia di una crisi | Confprofessioni
10/07/2020
Anatomia di una crisi

Pubblicato il secondo numero del Bollettino sulle libere professioni, con l'introduzione del presidente di Confprofessioni Gaetano Stella

I primi effetti della pandemia sul tessuto professionale italiano sono preoccupanti. Al di là delle sensazioni di angoscia e di incertezza, che ognuno di noi ha vissuto negli ultimi dolorosi mesi, in questo nuovo numero del “Bollettino sulle libere professioni” abbiamo voluto misurare, attraverso dati, analisi e tendenze, la profondità dell'emergenza sanitaria ed economica che ha investito il mercato del lavoro e, in particolare, il settore delle attività professionali e indipendenti.
 
 
 
L’attività di ricerca del nostro Osservatorio si è basata esclusivamente sul valore scientifico dei numeri per offrire un qualificato strumento di informazione, rigoroso e oggettivo, che consenta di conoscere e approfondire i temi di attualità del nostro settore economico, senza lasciar spazio a commenti o conclusioni di altra natura. Una precisa impostazione metodologica che interessa ogni sezione del Bollettino, anche quella dedicata alle novità normative che ci coinvolgono. Come dire: solo la dura realtà.
 
 
 
Leggendo trasversalmente le analisi contenute in questo nuovo numero del Bollettino, emerge con estrema chiarezza il tributo che il settore professionale ha pagato all'emergenza Coronavirus sia sul piano sociale, sia su quello occupazionale. Ma c'è anche, tra le righe, il disperato tentativo di tornare alla normalità e, qui, ci confortano i dati sui contributi versati dagli studi professionali, che tornano a salire dopo una prima fase di incertezza.
 
 
 
Tutti gli indicatori che fino alla fine dello scorso anno mostravano segnali positivi, hanno bruscamente invertito la rotta nel primo quadrimestre del 2020, con un calo di circa 400.000 occupati e di circa 190.000 lavoratori indipendenti. Altre indicazioni degli effetti del lockdown vengono dalle richieste dell’indennità di 600 euro a favore dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata, dai dati della contribuzione al nostro fondo sanitario, dalle nostre elaborazioni sui dati INPS e INAIL.
 
 
 
Si poteva fare di più? Forse. Di certo, mettendo a confronto le misure economiche adottate dai principali Paesi europei a favore dei lavoratori indipendenti, appare di tutta evidenza come il nostro Paese abbia scontato una cronica carenza di risorse finanziarie, le quali solo in minima parte sono riuscite a mitigare l'emergenza economica innescata da virus.
 
 
 
Di qui la nostra preoccupazione per i mesi a venire.
 
 
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