ANA | 26/11/2018
Ana: necessarie competenze e professionalità per condurre scavi archeologici

L’Ana esprime perplessità sull’emendamento inserito nella legge di bilancio che consentirebbe ai turisti l’esecuzione di scavi archeologici. Di seguito il comunicato congiunto di Ana, Api, Assotecnici, Fap, Legacoop Produzione & AMP Servizi

L’Associazione nazionale Archeologi ha espresso forte perplessità sull’emendamento “Promozione turistica attraverso la valorizzazione della bellezza artistica e del patrimonio storico nazionale” (Art. 49-bis) inserito nella Legge di Bilancio, che prevede la possibilità di consentire l'esecuzione di scavi archeologici agli ospiti delle strutture ricettive e/o aziende vitivinicole. In particolare il comma 2 dell'emendamento prevede che gli imprenditori agrituristici direttamente “possono promuovere attività di ricerca archeologica e di scavo sui terreni di cui risultano essere proprietari o gestori”, una misura che - così formulata - non fornisce sufficienti garanzie scientifiche sia sulla qualità del progetto di ricerca che sul ruolo dei professionisti abilitati, sancito dalla Convenzione Internazionale per la protezione del patrimonio archeologico, firmata a La Valletta nel 1992 e ratificata dall'Italia nel 2015.

 

Non si comprende, inoltre, perché una misura di questo tipo debba essere frettolosamente inserita nella legge di bilancio, piuttosto che essere discussa e approfondita all'interno di sedi qualificate, in primo luogo all'interno delle commissioni parlamentari competenti, con la consultazione tramite audizione del MiBAC e delle associazioni del settore. 

 

Secondo quanto già previsto all' art. 9 bis del Codice dei Beni Culturali (d.lgs 42/2004) e in analogia a quanto avviene nei lavori pubblici (D.M. 154/2017) ogni progetto di scavo archeologico deve essere sottoscritto da un archeologo professionista qualificato e abilitato a tale scopo e approvato dalle soprintendenze competenti.



L’Ana condivide la posizione del Sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vacca, secondo cui: «Le attività di scavo in aree di particolare valenza culturale devono essere condotte da personale altamente qualificato, nel rispetto di un protocollo scientifico rigoroso. Non possono essere certo derubricate ad attività di intrattenimento turistico e, quindi, essere affidate a chicchessia, persone senza le opportune competenze».