Emilia Romagna | 06/03/2019
Al via la sperimentazione gli ‘Sportelli per il lavoro autonomo’

Firmato in Regione il protocollo d’intesa per una prima sperimentazione di servizi di supporto al lavoro autonomo in Emilia-Romagna Pungetti: Gli Sportelli per il lavoro autonomo rappresentano un obiettivo importante della nostra attività sindacale

Due su tre hanno un titolo di laurea o post-laurea, circa il 70% è iscritto ad un Ordine professionale, quasi 4 su 10 sono donne e il 18% sono anche datori di lavoro, ha cioè dei dipendenti. È la fotografia dei liberi professionisti in Emilia-Romagna, un ‘esercito’ di circa 110 mila persone (il 6% degli occupati in regione, 8% di quelli attivi in Italia), che tocca quota 120 mila unità se si include anche chi svolge la professione come attività secondaria. Gli occupati liberi professionisti, con un aumento del 15% nel 2017, sono cresciuti dal 2008 più di tutte le altre tipologie lavorative (dipendenti e indipendenti) di pari passo alla consistente crescita del settore dei servizi alle imprese. La metà di loro (49%) lavora nelle attività immobiliari, dei servizi alle imprese nonché attività professionali e imprenditoriali tra cui sono comprese attività legali, amministrative, gestionali, professioni tecniche e di tipo scientifico.

 

 I dati sono contenuti nel Rapporto curato da Ervet su ‘Occupazione indipendente e liberi professionisti’, presentato oggi a Bologna nella sede della Regione. Un settore importante dell’economia regionale, e al termine del convegno è stato firmato un Protocollo d’intesa per una prima sperimentazione di servizi di supporto al lavoro autonomo in Emilia-Romagna. A siglare l’accordo, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, la presidente di Confprofessioni ER (Confederazione italiana libere professioni), Maria Pungetti, e il presidente del Comitato unitario professioni dell’Emilia-Romagna, Alberto Talamo. Intesa che riguarda anche l’Agenzia regionale Lavoro.

 

Tra gli altri punti, il documento prevede l’apertura di ‘Sportelli per il lavoro autonomo’, in via sperimentale, nei Centri per l’impiego dei capoluoghi di provincia e della Città Metropolitana di Bologna. Gli Sportelli dovranno offrire servizi di supporto al lavoro autonomo, mediante attività di informazione e orientamento alle opportunità libero professionali sul territorio regionale, per persone in cerca di prima o nuova occupazione, con priorità agli utenti che dichiarino di aver svolto esperienze di lavoro autonomo e attività libero professionale.

 

«Siamo molto soddisfatti – dichiara la presidente di Confprofessioni ER Maria Pungetti –  Gli Sportelli per il lavoro autonomo rappresentano un obiettivo importante della nostra attività sindacale. Frutto di un lavoro svolto da Confprofessioni a livello nazionale, e che da oggi trova in Emilia Romagna una sua prima attuazione anche a  livello territoriale. I dati raccolti  - continua Pungetti - parlano dei liberi professionisti come di una componente sempre più determinante nell’attuale mercato del lavoro e come di una categoria in costante crescita. In questo momento, favorire lo sviluppo del lavoro autonomo vuol dire anche creare le basi per un’economia più solida e stabile».

 

 «I professionisti sono interlocutori strategici – aggiunge il presidente Bonaccini – per le loro competenze, nella gran parte dei casi riconosciute dall’appartenenza a un Ordine professionale, e la loro conoscenza delle aziende e del territorio, ma soprattutto per il ruolo che rivestono nei processi di crescita e trasformazione dell’economia regionale e delle sue imprese. Un ruolo che abbiamo voluto riconoscere e sottolineare sia con la legge regionale sull’attrazione di investimenti in Emilia-Romagna (14/2014) sia con il ‘Patto per il Lavoro’, al quale hanno aderito nelle settimane scorse. Una sfida che rafforziamo con il Comitato consultivo delle professioni, organismo chiamato a censire e condividere opportunità specifiche rispondenti alle reali esigenze dei professionisti, come il recepimento della direttiva europea che allarga ai professionisti stessi la platea dei destinatari dei Fondi strutturali».

 

Non manca poi il sostegno concreto della Regione, al fianco delle professioni affinché si dotino di strumenti e competenze Ict e tecniche, favorendone anche l’accesso alle informazioni e alle opportunità formative. A questo, nel biennio 2017-2018, attraverso con i fondi europei Por Fesr 2014-2020, sono stati destinati più di8 milioni di euro, risorse che hanno generato investimenti complessivi per oltre 20 milioni di euro. Inoltre, sono stati ritarati alcuni strumenti finalizzati ad agevolare l’accesso al credito,attraverso il finanziamento di 2,5 milioni del Fondo rotativo regionale per il microcredito o il Contributo alle imprese e ai professionisti tramite Consorzi Fidi.