09/12/2019
Al via «Resto al sud»: lo sportello apre alle domande dei professionisti

L’incentivo per le nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno è ora accessibile anche ai professionisti under 46 ed è stato esteso alle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017

Ad un anno dall’annuncio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che amplia ufficialmente la platea e il territorio dell’incentivo «Resto al Sud»: da mezzogiorno del 9 dicembre la piattaforma di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo del Ministero dell’Economia che gestisce la misura, è pronta ad accogliere le domande di finanziamento dei liberi professionisti meridionali con meno di 46 anni che intendano avviare iniziative imprenditoriali nell’ambito della fornitura di servizi alle imprese e alle persone, del turismo o per la produzione di beni nei settori di industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura.

 

Oltre all’innalzamento dell’età minima, passata dai 35 anni dell’anno scorso ai 45 di quest’anno, e all’estensione dell’agevolazione ai liberi professionisti, la circolare ha annunciato novità riguardanti il territorio di validità della misura: da oggi oltre ai professionisti residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia potranno presentare le domande per accedere alla dote finanziaria di 1.250 milioni di euro anche i residenti nelle aree di Lazio, Umbria e Marche colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

 

Misure dal grande significato per Confprofessioni, che da anni si batte perchè il finanziamento sia esteso ai giovani liberi professionisti, ma soprattutto per gli oltre 628 mila professionisti residenti al Sud che, secondo le analisi del Rapporto 2019 sulle libere professioni in Italia curato da Confprofessioni, hanno un’età media di circa 45 anni, contro i 47 di media del comparto, e sono in costante crescita, con una variazione del +15,8% dal 2011 al 2018.

 

Stando ai dati del Rapporto, le regioni che presentano un incremento maggiore del numero di professionisti sono Campania - con il +37,5% - e Molise - con il +36,6%. La regione Marche, coperta dall’agevolazione per via del terremoto del 2016, registra una crescita dal 2010 del 31,5%. In controtendenza la Calabria, che registra rispetto al 2010 una riduzione del -8%.

 

Le analisi del Rapporto 2019 sulle libere professioni in Italia evidenziano inoltre per le regioni italiane la relazione positiva tra PIL pro capite e presenza di liberi professionisti: Calabria, Basilicata, Sicilia, Puglia e Sardegna registrano i valori più bassi per entrambe le voci. L’inversione di questo trend è tra gli obiettivi dell’incentivo: lo scopo del bando è riattivare il tessuto produttivo meridionale ed offrire a chi vuole investire sulle proprie competenze una possibilità per reinserirsi nel mercato del lavoro. Nel 2018 con Resto al Sud sono nate oltre 2.200 imprese nel Mezzogiorno e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro.

 

Dal punto di vista tecnico i liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo non dovranno essere stati titolari nei dodici mesi precedenti alla richiesta di partita Iva per un'attività analoga a quella proposta per il finanziamento, e dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate. La sostenibilità tecnico-economica delle domande sarà esaminata in ordine cronologico e una prima risposta formale verrà data entro 60 giorni dalla presentazione dell'istanza.

Per i dettagli e la presentazione delle domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, è disponibile il sito di Invitalia.