ADC | 04/11/2019
ADC e ANC alla commissione finanze della camera

Il comunicato congiunto ADC – ANC

Le Associazioni ADC e ANC, rappresentate da Maria Pia Nucera e  Marco Cuchel,  sono state quest’oggi audite dalla Commissione Finanze della Camera, presieduta dall’On. Carla Ruocco, sul decreto fiscale collegato alla legge di stabilità 2020 in corso di conversione  (Decreto Legge n. 124/2019).

 

Nel documento congiunto consegnato alla Commissione, le due Associazioni hanno evidenziato la particolare farraginosità di alcuni degli adempimenti contenuti nel testo normativo e, di fatto, la loro sostanziale impraticabilità.

 

Per ADC e ANC è determinante che si riesca a gestire proficuamente l’immensa mole di dati in possesso della pubblica amministrazione, quale risorsa preziosa nel contrasto all’evasione attraverso strumenti che ne permettano la condivisione.

 

Gli interventi hanno riguardato alcuni articoli rispetto ai quali sono state rappresentante delle criticità.  

 

 

Art. 1 – Accollo del debito d’imposta altrui e divieto di compensazione.

Nonostante l’accollo tributario sia legittimato dallo Statuto del Contribuente, l’attuazione di questa norma significherebbe annullarne i benefici. E’ stato proposto di salvaguardare gli accolli infragruppo e subordinare le compensazioni alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi e iva.

 

Art. 3 – Contrasto alle indebite compensazioni

Le  disposizioni che la norma prevede limitano eccessivamente lo strumento della compensazione dei crediti, il cui utilizzo trova ragione anche nella lentezza con la quale l’Amministrazione Finanziaria eroga direttamente le somme a credito dei contribuenti. Oltretutto i  professionisti, subendo le ritenute sul fatturato e non sul reddito, essendo spesso detentori di un credito IRPEF utilizzato proprio in compensazione con altri debiti tributari, sono oltremodo penalizzati.  Inoltre il regime sanzionatorio che è stato previsto non è rispettoso del principio di proporzionalità.

 

Art. 4 – Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera

Sebbene la finalità della lotta all’evasione sia pienamente condivisibile, questa norma pone a carico non solo delle imprese appaltanti ma di numerosi altri soggetti l’obbligo di versamento delle ritenute fiscali operate sulle paghe dei lavoratori dipendenti delle appaltatrici e delle sub-appaltatrici. Ciò che è stato messo in piedi è un meccanismo complesso e farraginoso di comunicazioni incrociate che rende improponibile la  norma per il carico di lavoro che determina e le conseguenti responsabilità.

 

Art. 14 – Utilizzo dei file delle fatture elettroniche

La norma consente all’Agenzia delle Entrate di memorizzare e utilizzare i dati contenuti nei file XML delle fatture elettroniche, compreso il “corpo fattura” con tutti i dati analisti i delle transazioni.

Senza entrare nel merito della condivisibilità della finalità della disposizione e nel fatto che la lotta all’evasione deve essere obiettivo comune, non si può sottacere che la disposizione contravviene al  provvedimento del Garante della Privacy del 20 dicembre 2018 e pertanto, considerato che le prescrizioni di una Autorità indipendente prevista dal nostro ordinamento dovrebbe essere rispettata tutti, si pone un problema di credibilità e di fiducia tra il cittadino e le istituzioni.  

 

L’intervento delle Associazioni ha riguardato anche altri articoli sui quali le stesse hanno espresso la loro posizione: art. 18 (Modifiche al regine dell’utilizzo del contante), art. 19 (Esenzione fiscale dei premi della lotteria nazionale degli scontrini ed istituzione di premi speciali per il cashless), art. 20 (Sanzione lotteria degli scontrini), l’art. 22 (Credito d’imposta su commissione pagamenti elettronici), lart. 23 (Sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito), art. 39 (Modifica della disciplina penale e delle responsabilità amministrativa degli enti).

Nel documento congiunto che è stato consegnato alla Commissione, le Associazioni ADC e ANC hanno illustrato  il loro parere sulle diverse misure fiscali, ritenendo che, nel complesso, queste siano poco efficaci nel contrastare l’economia sommersa e che invece siano in grado di  complicare ulteriormente il sistema fisco, ostacolando, in alcuni casi, i cittadini contribuenti e le imprese.

Allegati
documento_audizione_adc-anc_04.11.2019.pdf
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