ANC | 10/05/2018
730 precompilato, ANC: Il mito da sfatare

Riportiamo il comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Commercialisti diramato lo scorso 9 maggio

Con la possibilità di accedere alla dichiarazione precompilata tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, il 16 aprile scorso è ufficialmente partita l’operazione del 730 precompilato 2018, che si concluderà il prossimo 23 luglio, termine entro il quale  tutti i modelli 730 dei contribuenti interessati dovranno essere stati inviati.

Trascorsi tre anni dalla sperimentazione del nuovo sistema – sostiene Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti  -  sarebbe utile ed opportuno riuscire ad analizzare con obiettività i risultati conseguiti con questa operazione, mettendoli a confronto con i propositi iniziali e con i costi che dalla collettività sono stati sostenuti.

Dopo una partenza tutta in salita, con non poche difficoltà che hanno interessato l’accesso alla procedura come pure il suo funzionamento e la gestione dei dati, la cui mole nel 2018 ha raggiunto poco meno di 1 miliardo, il numero dei contribuenti che hanno optato per questa modalità è tale che appare francamente fuori luogo parlare dell’intera operazione in termini di successo.

Nel 2017 su una platea di oltre 20 milioni di potenziali contribuenti, sono stati circa 2 milioni coloro che hanno presentato la dichiarazione precompilata, una percentuale  estremamente contenuta che, se considerata sotto il profilo del rapporto costi (a carico della collettività) / benefici (a vantaggio di pochi), dovrebbe suggerire ai sostenitori del fisco fai da te e all’Amministrazione Finanziaria qualche riflessione. 

“C’è dunque più di un falso mito legato alla dichiarazione 730 precompilata, tra questi – spiega Marco Cuchel – anche l’idea che la sua compilazione sia automatica, mentre invece alla base di tutto continua ad esserci il lavoro dei professioni intermediari, i quali con la loro professionalità hanno permesso al fisco italiano, nell’arco degli ultimi vent’anni, di essere all’avanguardia sul fronte della digitalizzazione.”.

“Altro elemento rispetto al quale è mancata chiarezza è sicuramente quello delle sanzioni. E’ il caso, infatti, di chiarire – prosegue Cuchel - che l’accettazione della dichiarazione precompilata così come “assemblata” dall’Agenzia delle Entrate non esclude per il contribuente il controllo di legittimità e sussistenza delle condizioni soggettive rispetto agli oneri presenti nel quadro E, come pure il controllo dei dati reddituali che devono esser oggetto di attenta verifica ed eventuale integrazione da parte dell’interessato onde evitare l’applicazione delle relative sanzioni. Ciò che con l’accettazione, senza modifiche, della dichiarazione precompilata viene escluso è unicamente il controllo formale/documentale dei soli oneri art. 36 ter.”.

Una delle novità di quest’anno è la compilazione assistita con la quale il contribuente può intervenire in alcune sezione del quadro E per modificare o integrare il 730 mediante una compilazione assistita messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate,  per inserire spese detraibili o oneri deducibili dal reddito.  Disponibile dal 7 maggio scorso, alcune criticità sono state già segnalate nel funzionamento di questa nuova modalità, in particolare per quanto riguarda il suo accesso e l’acquisizione delle modifiche da parte del sistema, il quale evidentemente richiede adeguate conoscenze fiscali ed informatiche.  

“Per il 730 precompilato 2018  - sostiene Cuchel - la circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate del 27 aprile 2018 conta 360 pagine e altre 112 pagine di istruzioni al modello, a conferma che il sistema della precompilata, così come oggi concepito sotto il profilo operativo, non rappresenta affatto una rivoluzionaria semplificazione del fisco alla portata di tutti i cittadini contribuenti.”.

“Anche se gli oneri contenuti nel precompilato nel tempo sono aumentati, molti di questi – conclude Cuchel - sono errati ed altri ancora sono del tutto assenti, ciò fa sì che l’intero progetto manifesti inevitabilmente, a scapito dei cittadini, la sua complessità ed incertezza sia in termini di sanzioni sia di eventuale minor rimborso percepito, limiti questi che possono spiegare il numero di contribuenti che hanno effettivamente utilizzato il sistema.”. 

Alla luce di tutto questo, appare legittimo domandarsi: ma questo progetto costituiva veramente una priorità per il Paese?