Professionisti alleati della politica per la semplificazione

12/04/2017

Lo scorso 4 aprile Confprofessioni ha partecipato alle audizioni della Commissione bicamerale per la semplificazione fiscale. Le proposte per facilitare il rapporto tra contribuente e fisco

di Gaetano Stella

Presidente di Confprofessioni

 

 

La Commissione bicamerale per la semplificazione ha avviato un’indagine conoscitiva in materia fiscale, che riveste una delle sfide più impegnative e più decisive per il futuro del nostro Paese. Il fisco è infatti lo specchio del rapporto tra Stato e cittadini, ma anche il termometro della qualità della nostra democrazia. Gran parte del disagio espresso dai cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica, così come la sfiducia dei soggetti economici italiani e degli investitori internazionali nei confronti del sistema Paese, derivano dalla complessità del sistema fiscale. Lo scorso 4 aprile abbiamo evidenziato al presidente della Commissione bicamerale, Bruno Tabacci, che non si tratta solo questione di carico fiscale eccessivo – che va snellito a partire dalla revisione della platea soggetta all’Irap fino al taglio del costo del lavoro – ma è soprattutto un problema di eccesso di intermediazione burocratica e di complessità del quadro normativo. Il lavoro che attende la Commissione è quindi difficile e complesso, poiché occorre investire con seria convinzione nelle semplificazioni fiscali, renderle una priorità per il risanamento della nostra economia; recuperare i principi di correttezza nel rapporto fisco-contribuente enunciati nello Statuto del contribuente; facilitare gli adempimenti, specie per professionisti e imprese, anche attraverso la valorizzazione degli strumenti di raccordo tra privati e P.A.

 

Negli ultimi anni, i diversi Governi che si sono succeduti hanno perseguito l’obiettivo della semplificazione fiscale e amministrativa. Troppo spesso, però, tali interventi si sono rivelati come il frutto di posizioni demagogiche utili da spendere sul mercato elettorale, senza peraltro riuscire a incidere significativamente sui reali fabbisogni di semplificazione dei cittadini, delle imprese e dei professionisti nel loro rapporto con il fisco. In un settore tanto complesso come quello della normativa fiscale non si può più improvvisare e l’obiettivo della semplificazione può essere raggiunto soltanto a due condizioni.  La prima riguarda gli adempimenti di attuazione ed esecuzione delle norme generali. Se non assenti o ignorati, i decreti attuativi vengono rinviati a interventi diluiti nel tempo o risultano parziali e contraddittori rispetto agli intenti delle riforme. La seconda condizione riguarda il coinvolgimento delle categorie coinvolte nei processi amministrativi e fiscali: in settori tanto complessi – nei quali si determina una necessaria collaborazione tra pubblica amministrazione, professionisti intermediari, e privati – la condivisione degli obiettivi di semplificazione è un essenziale requisito di precisione tecnica e di funzionalità del sistema.

 

Nella stagione delle recenti riforme fiscali – pur notevole dal punto di vista della mole degli interventi normativi proposti – questa attenzione alla condivisione con le parti sociali è risultata insoddisfacente. Tanto le rappresentanze istituzionali dei professionisti (albi e ordini professionali) quanto le libere associazioni dei professionisti che Confprofessioni raccoglie al proprio interno sono state marginalizzate a monte del processo di semplificazione e, a valle, hanno dovuto subire riforme, più o meno efficaci, come imposizioni calate dall’alto. Per inciso, alcune delle “semplificazioni” recentemente sbandierate sono avvenute sulla pelle dei professionisti: l’alleggerimento di attività amministrative si è infatti tradotto in un aggravio delle incombenze a carico dei professionisti, spesso senza alcuna contropartita e, soprattutto senza alcun beneficio reale per i cittadini. Abbiamo detto chiaramente ai rappresentanti della Commissione bicamerale che i liberi professioni non sono un ostacolo alla modernizzazione e alla sburocratizzazione della macchina dello Stato, ma possono e devono essere considerati un partner strategico per il Governo e il Parlamento, soprattutto quando si tratta di individuare e condividere le misure di semplificazione a vantaggio del miglior funzionamento di processi complessi e indirettamente della crescita economica del Paese.

 

Leggi il testo dell’audizione